Il Consiglio Nazionale della Fondazione Enpaf ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione per l’anno 2022. È quanto ha fatto sapere lo stesso Ente previdenziale per i farmacisti, il quale evidenzia che «il documento indica, per il prossimo anno, un utile di esercizio di oltre 128 milioni di euro, con entrate contributive stimate per un ammontare complessivo di circa 273 milioni di euro. Il saldo previdenziale, dato dalla differenza tra entrate contributive e uscite per prestazioni previdenziali, è pari a 101,8 milioni di euro». In aggiunta a ciò, l’Enpaf sottolinea che «i dati previsionali confermano le prospettive di rafforzamento della gestione previdenziale, confermate anche nel nuovo bilancio tecnico attuariale al 31 dicembre 2020, anch’esso approvato dal Consiglio Nazionale. In particolare, il nuovo bilancio tecnico conferma la presenza dei saldi previdenziali positivi della gestione fino al 2070».

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Croce: «Risorse dedicate al welfare attivo»

Emilio Croce, presidente dell’Enpaf, commenta l’approvazione del bilancio di previsione 2022 sottolineando che «pur nella complessità del momento storico che stiamo vivendo abbiamo la conferma che, dalla crisi pandemica, il nostro ruolo si è consolidato, avendo dimostrato concretamente il nostro impegno, soprattutto nei momenti più difficili». Il dirigente sottolinea come «il nostro Ente dovrà essere all’altezza degli sforzi di cambiamento della professione, anche attraverso l’implementazione delle risorse dedicate al welfare attivo che, per il prossimo anno, ammontano ad oltre undici milioni di euro».

Il bilancio consuntivo e l’utile 2020

Lo scorso aprile l’Ente aveva approvato il bilancio consuntivo del 2020. La fondazione aveva spiegato che l’utile di esercizio 2022 era di «121,6 milioni di euro, mentre il patrimonio supera i 2,8 miliardi di euro». Con riferimento alla riserva legale, ovvero l’accantonamento minimo di cinque annualità che ogni ente deve assicurare agli assistiti per il pagamento delle pensioni in assenza di contributi, per il 2020 era attestata a «18,2 annualità, garantendo una sostenibilità ben superiore ai limiti richiesti dalla normativa». I ricavi per i contributi, aveva specificato l’Ente, «si attestano a 268,9 milioni di euro – 271,6 milioni nel 2019 – mentre il costo delle pensioni passa da 153 a 154,7 milioni di euro».

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