Farmacologia

Emicrania, l’impatto sociale e le opportunità terapeutiche

L’emicrania è una patologia neurologica invalidante interessa milioni di persone. In Italia è approdato un farmaco orale rimborsabile per la cura e la prevenzione.

Emicrania, l’impatto sociale e le opportunità terapeutiche

L’emicrania è una condizione neurologica complessa e disabilitante, con una prevalenza stimata in sei milioni di individui nel territorio nazionale. La patologia presenta una maggiore incidenza nella popolazione femminile in età compresa tra i 15 e i 50 anni, sebbene il suo impatto sia trasversale. Caratterizzata da episodi dolorosi intensi, fotofobia, fonofobia e manifestazioni neurovegetative come nausea, la malattia va distinta da comuni cefalee.

Il peso dello stigma e le ricadute in ambito professionale

Un aspetto critico connesso all’emicrania è la sua natura invisibile, che genera un consistente stigma sociale e numerose incomprensioni in ambito lavorativo e domestico. La mancanza di riconoscimento della reale portata invalidante della patologia comporta conseguenze psicosociali per i pazienti, i quali spesso vivono un senso di isolamento.

Approccio terapeutico innovativo

La rimborsabilità del rimegepant dal Servizio sanitario nazionale è un elemento di novità. Si tratta di un antagonista del recettore Cgrp, primo disponibile in formulazione orale per la gestione sia acuta che preventiva dell’emicrania episodica. Barbara Capaccetti, direttore Medico di Pfizer in Italia, ha osservato che «non ci limitiamo a sviluppare innovazioni, ma puntiamo anche a iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e supporto affinché l’emicrania venga riconosciuta come una patologia seria e invalidante. Vogliamo restituire tempo, serenità e qualità di vita a chi convive con questa malattia, promuovendo percorsi di diagnosi e cura più tempestivi e accessibili». 

© Riproduzione riservata