La sentenza del Tribunale di Genova del 25 luglio 2023 ha riaffermato i fondamenti dell’azione previdenziale dell’Enpaf a beneficio e protezione di tutti i farmacisti registrati, ricalcando quanto già stabilito dal Tribunale di Torino con la sentenza del 4 aprile 2023. A ricordare l’esito del verdetto è stato l’Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti (Enpaf), in una nota diramata lo scorso agosto. Nell’occasione, l’Enpaf ha sottolineato che «nonostante il tentativo dei ricorrenti di contestare l’obbligo a dover versare la contribuzione sia all’Inps che all’Enpaf, entrambi i tribunali – richiamando precedenti sentenze della Corte costituzionale – hanno ritenuto che la doppia contribuzione trovi la propria legittima giustificazione nel rafforzamento della tutela previdenziale».

La Commissione europea conferma la compatibilità della doppia contribuzione con il diritto dell’Ue

L’Enpaf ha poi ricordato l’interrogazione alla Commissione europea sulla doppia contribuzione obbligatoria per i farmacisti dipendenti italiani. Come sottolineato dall’Ente, l’organo europeo ha chiarito che il doppio obbligo contributivo non è in contrasto con il diritto dell’Ue. La posizione espressa, secondo l’Enpaf, rafforza ulteriormente la legittimità della doppia contribuzione, confermando che la stessa non viola le normative europee.

Le attività dell’Enpaf e i benefici per i farmacisti dipendenti

Tra le proprie funzioni svolte, l’Ente ha ricordato l’erogazione di servizi previdenziali e assistenziali ai propri iscritti, l’assistenza sanitaria integrativa, interventi in materia assistenziale e sussidi di assistenza al reddito. Il lavoratore dipendente ha dunque l’opportunità di ottenere un trattamento pensionistico supplementare rispetto a quello dell’Inps, a condizione che versi la contribuzione di natura previdenziale.

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