È anche grazie al lavoro silenzioso e certosino dei distributori intermedi che i pazienti possono reperire farmaci, parafarmaci e dispositivi, e le farmacie territoriali vedere garantita la normale operatività, alla luce dell’emergenza coronavirus. Tuttavia, alla luce dell’evoluzione della diffusione del virus in Italia, anche la filiera logistica reclama maggiori garanzie e tutele affinché gli operatori possano operare in sicurezza. Secondo quanto riferisce una nota congiunta di Associazione distributori farmaceutici (Adf) e Federfarma Servizi, «è dal 23 febbraio che le associate continuano a consegnare senza sosta farmaci, dispositivi medici e ogni prodotto necessario a farmacie, parafarmacie e strutture sanitarie per fronteggiare il drammatico momento che sta attraversando il nostro Paese».

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Secondo le sigle si tratta di «una continuità di servizio pubblico che mai come ora ha evidenziato la sua natura essenziale, supportando quotidianamente i farmacisti nell’assistenza sanitaria alla popolazione tutta e garantendo che ciò avvenga all’interno di una filiera certificata a tutela della salute pubblica». A fronte di ciò, Adf e Federfarma Servizi puntualizzano che «se non verrà garantita la fornitura del materiale essenziale per la sicurezza del proprio personale c’è il rischio che i distributori non possano più svolgere regolarmente il servizio pubblico cui sono chiamati».

E dunque, proseguono le sigle, «non potendo più essere garantiti i contatti con i farmacisti, verrebbe messa a rischio la possibilità di effettuare le consegne in farmacia e la capacità da parte di quest’ultima di svolgere il suo fondamentale ruolo di presidio sanitario sul territorio, indispensabile in questo momento più che mai per il Sistema sanitario nazionale e per la popolazione in difficoltà, che individua nella rete delle farmacie il primo front-office sul territorio in materia sanitaria».

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