Un disservizio informatico di più di quindici giorni è in grado di bloccare quasi totalmente un dispensario farmaceutico. Se questo è localizzato in un’area rurale poi, il disagio non può che ricadere in modo ancor più significativo anche sulla popolazione. È quanto accaduto al dispensario farmaceutico del Lido di Volano a Comacchio (Fe), gestito dalla farmacista Roberta Pasqualini, che si è trovata nell’impossibilità di offrire la gran parte dei servizi abituali per oltre due settimane in una zona in cui la sua farmacia è l’unica presente. «Il 31 maggio 2021, in vista della stagione estiva – racconta la farmacista – abbiamo aperto il nostro dispensario farmaceutico del Lido di Volano. Purtroppo, però, da quel giorno la nostra linea dati si è bloccata e, nonostante innumerevoli solleciti da parte nostra, il problema è rimasto irrisolto, benché il gestore abbia confermato l’esistenza del guasto».

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Tecnologie imprescindibili per il funzionamento della farmacia

Nonostante i malfunzionamenti informatici siano un problema per chiunque, nel caso di una farmacia rendono impossibile al farmacista dispensare tutti i servizi di assistenza e cura a pazienti che non possono contare su nessun’altra struttura nelle vicinanze. «Siamo una farmacia rurale, isolata dagli altri Lidi – spiega Roberta Pasqualini -. Nella zona, che è turistica, balneare e popolata da molti anziani, siamo l’unico presidio farmaceutico presente. Un disservizio così prolungato delle telecomunicazioni è quindi ancora più grave, perché ci impedisce di svolgere numerose attività essenziali, a cominciare dalle prenotazioni Cup e da quelle dei vaccini anti Covid-19. Senza rete nemmeno il Pos funziona, creando un ulteriore problema perché la gente ormai utilizza la carta di credito abitualmente e, se può, evita di portare contanti in spiaggia. Ma da noi, senza contanti, non si possono nemmeno acquistare i farmaci finché il servizio Pos non viene ripristinato e la zona non dispone né di banche né di uffici postali per poter prelevare. Come se non bastasse, è impossibile anche inoltrare gli ordini dei medicinali ai magazzini e ai fornitori e sono costretta a portarli dall’altra nostra farmacia».

Il disservizio si ripercuote sui pazienti

Il caso della farmacia della dottoressa Pasqualini mette in risalto un aspetto non sempre evidente: la farmacia è un presidio sanitario a tutti gli effetti, spesso il primo a cui i cittadini si rivolgono in mancanza di centri di assistenza più vicini, cosa che in zone rurali è all’ordine del giorno. «Mi sono rivolta ai giornali – dichiara Roberta Pasqualini – perché mi sono trovata davvero in difficoltà, non sapendo più a chi rivolgermi. Spero che il problema si risolva e mi sia possibile tornare a offrire un servizio efficiente ai pazienti che contano su di noi».

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