Vitamine e integratori prevengono la demenza? A rispondere alla domanda è un articolo pubblicato sul portale “Dottore ma è vero che…?” della FNOMCeO, che spiega come Katie Marais di Alzheimer’s Research UK abbia affermato che «una delle domande più comuni che le vengono rivolte è: “Come posso prevenire la demenza?”. Nel mondo, infatti, sono circa 50 milioni le persone affette da demenza, ma il numero sembra destinato ad aumentare nei prossimi decenni. Da qui l’iniziativa del Lancet di creare una commissione di lavoro composta da 24 esperti internazionali per valutare le ricerche condotte finora nel campo della terapia e della prevenzione delle demenze con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone affette da questa condizione. Ne è emerso che mentre il 65% del rischio di demenza deriva da elementi costituzionali che non possiamo cambiare, come la nostra età e i nostri geni, ci sono nove “fattori di rischio modificabili”, inclusi il fumo, la mancanza di attività fisica e l’isolamento sociale. Sempre più spesso, inoltre, si legge che supplementi di vitamine e minerali possono prevenire la demenza».

In questo senso viene citato una review Cochrane che «ha esaminato 28 studi con 83.000 partecipanti cognitivamente sani over 40, una parte dei quali era stata seguita per 3-12 mesi e un’altra per 10 anni o più. Gli studi avevano valutato l’efficacia di diversi integratori alimentari in varie combinazioni e dosi, tra cui beta-carotene, vitamina C, vitamina E, vitamina D e calcio, zinco, rame, selenio e combinazioni di vitamine del gruppo B. Dalla revisione è emerso che non ci sono ancora prove di qualità a supporto della tesi che gli integratori vitaminici o minerali abbiano un effetto significativo sul declino cognitivo o sulla demenza. Sono state trovate solo alcune prove, ma deboli, che l’assunzione di vitamine antiossidanti a lungo termine abbia un effetto nel rallentare il declino cognitivo ma servono ulteriori ricerche per dimostrarlo». Inoltre, «i dati di tre studi clinici hanno evidenziato che la combinazione di vitamine del gruppo B, vitamine antiossidanti e minerali potrebbe avere un effetto minimo o nullo sulla funzione cognitiva dopo circa 8,5 anni di assunzione.

Nel riassumere i risultati della revisione Cochrane gli autori hanno affermato che “non sono state trovate prove che l’integrazione di vitamine o minerali per adulti cognitivamente sani di mezza età o in età avanzata abbia un effetto significativo sul declino cognitivo o sulla demenza, sebbene l’evidenza non consenta conclusioni definitive”». Ne consegue che «attualmente non esiste una cura che possa guarirci dalla demenza o possa farci recuperare le abilità perdute. Anche per quanto riguarda le cause non ci sono ancora elementi definiti che possano predire la malattia o spiegarne l’insorgenza”».

© Riproduzione riservata