ddl concorrenzaProsegue presso la commissione Industria del Senato la discussione sul disegno di legge sulla Concorrenza. Il 17 novembre è stata ascoltata la Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane (FNPI), che ha ribadito la propria posizione a favore della liberalizzazione dei farmaci di fascia C: «Aprire alla libera vendita di tutti i farmaci a carico del cittadino anche all’interno delle parafarmacie di proprietà di un farmacista porterebbe ad avviare la concorrenza, strumento attraverso il quale si otterrebbe un aumento della qualità dell’offerta. Migliorerebbe poi l’organizzazione distributiva e si rafforzerebbe il dimostrato vantaggio economico dalla legge Bersani tutto a favore dei cittadini, senza alcun costo a carico dello Stato italiano né, tantomeno, del SSN. Non ci sarebbe infine alcun pericolo per la salute pubblica o di abuso di farmaci, in quanto i medicinali di fascia C continuerebbero ad essere prescritti dal medico e dispensati dal farmacista».
Giovedì 19 novembre 2015 i senatori prevedono di ascoltare i rappresentanti della grande distribuzione organizzata. In particolare, a varcare la soglia di Palazzo Madama saranno Federdistribuzione, ANCC-Coop e ANCD-Conad. È probabile che anche gli interventi dei tre attori si concentreranno soprattutto sulla questione legata alla possibile liberalizzazione della fascia C. Il punto è uno dei più dibattuti in parlamento, e nel corso del mese di ottobre soprattutto la Conad si è esposta significativamente, arrivando a lanciare una petizione online (sul sito www.liberalizziamoci.it) con l’obiettivo di mobilitare il maggior numero di cittadini possibile a favore della libera vendita dei medicinali. «Una dinamica concorrenziale – ha spiegato la catena di supermercati in un dossier pubblicato sul web – porterebbe a un taglio dei prezzi dei farmaci a carico del cittadino, con stime che vanno dai 500 ai quasi 900 milioni di euro all’anno, e con effetti benefici sul pricing di tutti gli altri medicinali di automedicazione già venduti fuori dalle farmacie. Solo Conad stima che la possibilità di vendere nelle sue parafarmacie i farmaci di fascia C con ricetta porterebbe a un ulteriore risparmio per i suoi clienti di oltre 3 milioni di euro all’anno». La Camera, come noto, ha tuttavia approvato un testo che impone il mantenimento della cessione di tali prodotti unicamente in farmacia.

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