ddl concorrenzaLa commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato si è riunita il 28 e il 29 ottobre 2015 per ascoltare il presidente dell’autorità Antitrust, Giovanni Pitruzzella, nell’ambito della discussione sul Ddl Concorrenza. L’intervento del Garante non si è, ovviamente, limitato al tema delle farmacie, ma ha riguardato l’intero testo. Così, Pitruzzella ha parlato di Poste italiane così come di modalità di inserimento del canone Rai nelle bollette della luce.
Nel merito delle questioni riguardanti le farmacie, il dirigente ha spiegato che «quando si parla di liberalizzazione delle farmacie, ci si riferisce in sostanza a tre aspetti: la liberalizzazione del numero di farmacie; la liberalizzazione della proprietà delle farmacie; la liberalizzazione della vendita dei farmaci. In Italia, negli ultimi anni, sono stati fatti passi in avanti nel settore delle distribuzione farmaceutica. Ad esempio, sono state adottate disposizioni che incrementano il rapporto tra il numero di farmacie autorizzabili e il numero di abitanti. Tuttavia, tali disposizioni non si traducono necessariamente e direttamente in un incremento della concorrenza di prezzo e/o di qualità. Perché tale risultato sia raggiunto, l’Autorità ritiene necessario che siano rimosse tutte le restrizioni all’apertura di nuove farmacie e che siano superati gli attuali limiti concernenti la possibilità per un unico soggetto di assumere la titolarità di più licenze».
Secondo Pitruzzella, il Ddl «va nella giusta direzione, prevedendo la possibilità che anche società di capitali possano essere proprietarie di farmacie e con l’abolizione del tetto massimo di quattro esercizi di cui un soggetto può essere titolare». Restano tuttavia «inascoltate le proposte dell’Autorità con riguardo all’esigenza di superare l’attuale sistema di contingentamento del numero di farmacie presenti sul territorio nazionale, attraverso la trasformazione dell’attuale numero massimo in numero minimo, così da eliminare un vincolo allo svolgimento dell’attività economica, continuando a garantire la copertura del territorio».
Il presidente dell’Antitrust ha invece accolto con favore la liberalizzazione degli orari e dei turni, mentre rispetto alla vendita dei farmaci ha spiegato che «nell’ottica di raggiungere sempre maggiori benefici in termini di concorrenza di prezzo e/o qualità, l’auspicio è che il processo di liberalizzazione della distribuzione dei farmaci possa proseguire non solo attraverso un ampliamento del numero degli esercizi e un loro rafforzamento, ma anche consentendo la vendita al di fuori della farmacia, e sempre in presenza di un farmacista, dei medicinali di fascia C che sono soggetti a prescrizione medica, ma il cui costo è a carico del paziente. Come ho già avuto modo di evidenziare nel corso dell’audizione alla Camera, la liberalizzazione della vendita di tali farmaci costituisce una misura che consentirebbe un incremento delle dinamiche concorrenziali nella fase distributiva di tali prodotti, con indubbi benefici per i consumatori anche in termini di ampliamento della “copertura distributiva”, non più rappresentata dalle sole farmacie, ma arricchita dai punti vendita della grande distribuzione o dalle parafarmacie presenti nel territorio. Infatti, laddove venga in ogni caso prevista la presenza di un farmacista nel punto vendita, la tutela della salute non verrebbe in alcun modo intaccata. La liberalizzazione dei farmaci di fascia C è quindi un tema sul quale sarebbe opportuno uno specifico intervento in sede di esame del disegno di legge».
L’intervento di Pitruzzella è stato seguito anche da una dichiarazione resa all’AdnKronos da Roberto Speranza, parlamentare del PD, che si è confermato favorevole alla liberalizzazione: «Aprire mercati chiusi alla concorrenza fa bene alla nostra economia. Oltretutto sarebbero misure praticamente a costo zero per la finanza pubblica. Spero che si possa ancora intervenire in tal senso, a partire dai farmaci di fascia C».

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