ddl concorrenza farmacieLunedì 20 luglio i due relatori Silvia Fregolent e Andrea Martella (entrambi del Partito Democratico) hanno presentato il loro pacchetto di emendamenti al testo del disegno di legge sulla concorrenza. Le proposte correttive sono in tutto dieci e, stando alle dichiarazioni diffuse dai relatori stessi tramite una nota, «vanno nella direzione di una maggiore tutela e attenzione nei confronti del consumatore».

Solo un emendamento riguarda le farmacie: gli altri si concentrano sulle assicurazioni, sul mercato dell’energia elettrica e del gas, sui trasporti di linea e sull’attività notarile. Nello specifico – si legge sul Bollettino delle Giunte e Commissioni del 20 luglio, pubblicato sul sito della Camera – il secondo periodo del comma 2 dell’articolo 32 è sostituito dal seguente: «La partecipazione alle società di cui al comma 1 è incompatibile con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione, intermediazione e informazione scientifica del farmaco, nonché con l’esercizio della professione medica. Alle società di cui al comma 1 si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 8». In sostanza, un tentativo di arginare le posizioni dominanti e i conflitti di interesse, come fanno sapere i relatori stessi: «Per quanto riguarda le farmacie i nostri emendamenti introducono il divieto di integrazione verticale. Si impedisce cioè a chi esercita la professione nel campo medico o farmaceutico di entrare nel capitale delle farmacie». Un tema, quello dell’assetto societario, molto delicato: negli ultimi mesi ha scatenato un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori ed è stato al centro di decine di proposte di modifica da ogni schieramento.

Tuttavia, fa notare “Il Mattinale” dell’Ordine dei farmacisti di Roma, i relatori non si sono espressi su tanti altri temi caldi: come la composizione delle società (da più parti è stato chiesto di introdurre una quota minima di farmacisti), la vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie (sulla quale si era sbilanciato anche il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi), l’istituzione della farmacia non convenzionata con il SSN. «Probabilmente l’intento è di non interferire nella discussione che si avvierà a breve su ogni singolo emendamento con le relative votazioni – commenta tramite una nota il Movimento Nazionale dei Liberi Farmacisti –. Se, al contrario, gli emendamenti dei due relatori vogliono evidenziare la volontà del Governo di non modificare profondamente il testo anche secondo quanto emerso proprio dagli emendamenti parlamentari, nonché dalla maggioranza delle audizioni, sarà necessario prepararsi ad una lunga battaglia di rivendicazione».

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