
Il Parlamento europeo ha formalmente adottato il Critical medicines act (Cma), atto legislativo dedicato ai farmaci critici. La misura segue l’indirizzo delineato nel rapporto della Commissione per la salute pubblica (Sant), che aveva ricevuto approvazione nel dicembre 2025. Dell’adozione ne ha preso atto la European confederation of pharmaceutical entrepreneurs (Eucope), sigla europea delle aziende di dimensioni piccole e medie operanti nel settore biotecnologico e farmaceutico, la quale ha dichiarato di riconoscere le opportunità insite nel provvedimento, pur ribadendo i timori già espressi in occasione del voto in commissione parlamentare.
[Non perdere le novità di settore: iscriviti alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Apri questo link]
Resilienza delle supply chain sono un elemento positivo
Eucope ha osservato che le disposizioni finalizzate a rafforzare le catene di fornitura e a sostenere una produzione diversificata dei medicinali critici costituiscono un avanzamento verso il miglioramento della resilienza del sistema. Un giudizio positivo è stato espresso anche per il potenziamento dei criteri negli appalti pubblici. La sigla ha sottolineato però che tali iniziative devono essere accompagnate da obblighi applicati in maniera proporzionale per l’industria, ovvero che non dovrebbero penalizzare le aziende che operano nelle supply chain integrate a livello globale.
Estensione delle norme ai farmaci di comune interesse
Un punto di particolare attenzione segnalato da Eucope è l’estensione di misure originariamente concepite per i farmaci critici anche ai Medicinali di comune interesse (Mpci). La confederazione ha espresso preoccupazione per l’inclusione dei farmaci orfani (Omp) nella definizione di Mpci e per i conseguenti meccanismi di approvvigionamento collaborativo ad essa collegati. Inclusione che, secondo Eucope, genererebbe oneri operativi non necessari e incertezza per le aziende che sviluppano farmaci orfani, in particolare per quelle di dimensioni più ridotte. Le proposte, dunque, rischiano di produrre conseguenze non intenzionali sull’innovazione, sulla disponibilità di terapie innovative e, in ultima analisi, sulla competitività farmaceutica europea.
Evitare distorsioni di mercato
Alexander Natz, segretario Generale di Eucope, ha spiegato che «l’approvvigionamento collaborativo deve rimanere strettamente volontario sia per gli Stati membri che per i titolari di Autorizzazioni all’immissione in commercio, evitando distorsioni del mercato e destabilizzando l’accesso, in particolare per le Pmi che sviluppano medicinali orfani. Salvaguardie chiare – incluse quantità minime vincolanti, limiti alle negoziazioni parallele e flessibilità normative – sono essenziali per fornire prevedibilità alle aziende. È cruciale che questi meccanismi non affrontino le cause profonde dei ritardi nell’accesso, che risiedono a livello nazionale. Piuttosto che creare nuove strutture Ue, gli strumenti esistenti dovrebbero essere sfruttati per garantire un accesso tempestivo ed equo dei pazienti».
Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia
Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.
Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.
