Healthcare Policies & Regulations

Crisi dei professionisti sanitari, le sigle europee: servono azioni concrete

Le organizzazioni Cpme, Efn e Pgeu hanno chiesto un intervento urgente per la carenza di professionisti sanitari in Ue, basato su reclutamento, fidelizzazione e resilienza.

Crisi dei professionisti sanitari, le sigle europee: servono azioni concrete

La forza lavoro in ambito sanitario è il pilastro principale dei sistemi sanitari nazionali. Benessere, soddisfazione lavorativa e coinvolgimento dei professionisti sono solo alcuni degli elementi determinanti per ottenere risultati clinici in linea con le esigenze dei pazienti. Cpme, Efn e Pgeu, in rappresentanza di oltre 5 milioni di medici, infermieri e farmacisti di comunità in Europa, hanno chiesto l’adozione di una strategia basata su tre pilastri: reclutamento, fidelizzazione e resilienza. Le istituzioni europee e i governi nazionali devono adottare misure prioritarie per sostenere chi opera nel settore, seguendo il principio di “prendersi cura di chi cura”.

Riduzione del budget dedicato alla sanità

Cpme, Efn e Pgeu hanno sottolineato che la pandemia di Covid-19 ha evidenziato le criticità di un sistema già fragile, aggravando la carenza di personale sanitario. Nonostante l’emergenza, diversi Stati membri hanno ridotto i budget destinati alla sanità, mentre le iniziative europee non hanno prodotto azioni concrete per risolvere il problema. Le conseguenze sono state evidenti: i sistemi sanitari sono sotto pressione e molti professionisti abbandonano la professione a causa di condizioni di lavoro insostenibili e di una mancanza di riconoscimento.

Le raccomandazioni delle organizzazioni sanitarie europee

Per quanto riguarda il reclutamento, secondo le sigle è bene mantenere gli standard formativi stabiliti dalla Direttiva 2005/36ec e aggiornati dalla Direttiva 2013/55eu. Ridurre i requisiti degli obblighi formativi comprometterebbe la qualità dell’assistenza ai pazienti. Dunque, è necessario investire in programmi di mentorship per facilitare l’ingresso dei giovani professionisti nel mondo del lavoro, riducendo l’abbandono precoce della professione. Per Cpme, Efn e Pgeu gli Stati membri devono puntare sull’autosufficienza nella formazione del personale sanitario, evitando il ricorso a pratiche di reclutamento internazionale non etiche.

Sicurezza, equità e resilienza nel settore sanitario

La fidelizzazione del personale sanitario è un altro aspetto centrale perché richiede condizioni di lavoro sicure e una retribuzione adeguata. Cpme, Efn e Pgeu hanno osservato che l’Ue deve rafforzare il dialogo sociale e garantire il rispetto della Direttiva sul tempo di lavoro, oltre a promuovere politiche che assicurino livelli di organico sicuri. Ulteriore aspetto critico è la violenza contro gli operatori sanitari, fenomeno cresciuto durante la pandemia. Servono politiche di tolleranza zero e programmi di prevenzione per contrastare questa tendenza. Per migliorare la resilienza del sistema, è necessario rivedere il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Rrf), concentrandosi sulla carenza di personale e sul potenziamento delle capacità.

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