In che modo ha impattato la diffusione del virus Sars-Cov-2 in Italia? Quali sono state le dinamiche sul settore delle farmacie? A rispondere a queste domande è Iqvia, provider globale di informazioni sanitarie, che fornisce una fotografia degli andamenti nei primi sei mesi del 2020. Secondo Iqvia «il mercato italiano dei prodotti venduti in farmacia è partito a rilento nel 2020 con un fatturato totale, nel primo semestre, di 11,9 miliardi di euro, meno 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A risentirne di più, nei primi sei mesi di quest’anno, sono stati i farmaci da prescrizione con una flessione a valori del 3,9% a 6,9 miliardi di euro».

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I volumi da gennaio a giugno 2020

In merito ai volumi da gennaio a giugno 2020, Iqvia evidenzia che «il mercato delle vendite in farmacia nei primi sei mesi dell’anno ha visto una contrazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-3%). Questa contrazione è evidente nel comparto dei farmaci da prescrizione (-4,9%), mentre per quanto riguarda il comparto commerciale il mercato a volumi è rimasto sostanzialmente stabile (+0,1%)». In aggiunta a ciò «il mercato della farmacia ha raggiunto un picco nella settimana del 9 marzo, arrivando a fatturare circa 602 milioni di euro in quella sola settimana corrispondente alla data del lockdown nazionale. Da quel momento il mercato ha visto una costante decrescita fino a fatturare 450 milioni nell’ultima settimana del semestre. Nel semestre non si notano grandi differenze di comportamento d’acquisto tra le Regioni più colpite dal virus (Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto) rispetto al resto d’Italia».

Le tipologie di acquisti

Quanto alle tipologie di acquisti, Iqvia fa sapere che «i clienti hanno aumentato le visite in farmacia soprattutto dalla fine di febbraio mostrando la tendenza all’accaparramento particolarmente nella settimana del 9 marzo, con un marcato aumento degli scontrini, per poi scendere nelle settimane seguenti. Da fine febbraio a inizio marzo, l’acquisto di prodotti per tosse e raffreddore ha impattato molto sulle visite in farmacia e anche sulla tendenza all’accaparramento. Il paracetamolo e l’ibuprofene sono state le due molecole che hanno spinto di più il mercato in quel primo periodo, per poi calare negli ultimi mesi del semestre».

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