Ordini alle farmacie a rischio e riduzione della frequenza delle consegne. È questa la conseguenza dell’aumento dei costi energetici con cui sono alle prese anche i distributori intermedi del farmaco. Ad accendere i riflettori sulla problematica è Walter Farris, presidente dell’Adf, associazione di rappresentanza, il quale palesa la preoccupazione delle 34 aziende rappresentate che coprono più del 60% del fatturato dei grossisti farmaceutici in Italia. Ad essere in pericolo sono le oltre 90mila consegne giornaliere che consentono alle farmacie di approvvigionarsi con puntualità, anche con quantitativi minimi, ed erogare a propria volta il servizio ai pazienti sul territorio in maniera puntuale ed efficiente. Ebbene, in una nota della sigla Farris evidenzia come i distributori intermedi siano «fortemente preoccupati per l’aggravarsi dello scenario in cui operiamo e temiamo che l’escalation dei costi per l’energia, il rincaro dei carburanti e le proteste degli autotrasportatori mettano a rischio la puntuale tempistica delle consegne alle farmacie».

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Pandemia, sotto-remunerazione ed ora i rincari

Secondo Farris «non bastava la pandemia a rendere più complicato mantenere il servizio pubblico essenziale che le aziende distributrici del farmaco assicurano alle farmacie ed ai cittadini, nonostante la sotto-remunerazione che ci viene imposta dalla normativa. Oggi la situazione si fa ancora più grave e la disponibilità in farmacia di medicinali, vaccini, dispositivi medici e prodotti sanitari ai cittadini è messa in serio pericolo dai rischi legati a fattori esterni. L’incremento dei costi energetici e dei carburanti, i blocchi di approvvigionamento e circolazione delle merci e le agitazioni degli autotrasportatori mettono a rischio la regolare fornitura delle merci ai nostri operatori. Potrebbero esservi importanti ripercussioni sulle consegne alle farmacie con conseguenti carenze di medicinali che i nostri distributori stanno facendo del loro meglio per scongiurare».

Ritardi importanti nelle consegne ai distributori

Farris segnala «ritardi importanti nella consegna delle merci ai distributori e, per conseguenza, le farmacie potrebbero restare con qualche scaffale vuoto. In tal senso Farris sottolinea come Adf si sia attivata per «monitorare la situazione e segnalare le situazioni più critiche affinché possano disporsi tempestivamente i correttivi opportuni». In tale direzione, le aziende Adf «assicurano la gestione dei prodotti in locali climatizzati ed a temperature controllate. L’impennata delle bollette di luce e gas, insieme ai maggiori costi degli imballaggi speciali per la catena del freddo, il costo dei carburanti per il trasporto capillare e tempestivo alle farmacie e parafarmacie dislocate sul territorio, anche nelle aree più disagiate da raggiungere, stanno avendo impatti drammatici sulla sostenibilità economica dei nostri servizi». Ciò sebbene sia sempre più concreto «di non essere più in grado di svolgere in modo ottimale il proprio lavoro». Dunque, l’appello dell’Adf al Governo, e ai Ministri della Salute e dell’Economia, «di attivare urgenti e improrogabili misure di natura congiunturale e strutturale con interventi per salvaguardare la nostra categoria e tutta la filiera del farmaco e siamo fin da subito pronti al confronto e alla collaborazione, certi che il nostro appello non cada nel vuoto nell’interesse comune del Paese e del nostro sistema sanitario».

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