CosmetovigilanzaTramite la nota prot. 25769 del 27 maggio 2015, il ministero della Salute, Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico, ha voluto tracciare il quadro del tema della cosmetovigilanza. Quello della raccolta e gestione delle segnalazioni degli effetti indesiderabili dei cosmetici, infatti, è un compito che non va sottovalutato: al contrario, risulta fondamentale per facilitare la sorveglianza post-marketing e tutelare la salute dei cittadini. Tanto più perché, com’è noto, i cosmetici sono prodotti di largo consumo, ampiamente diffusi a tutte le età e disponibili tanto nei grandi magazzini, quanto in farmacia, quanto nei negozi specializzati.
Alla luce di questo, il tema della cosmetovigilanza è stato affrontato anche dalle autorità comunitarie. È infatti al centro del Regolamento (CE) n.1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, che impone alle aziende produttrici di cosmetici di trasmettere all’autorità competente (in Italia si tratta del ministero della Salute) tutte le segnalazioni di effetti indesiderabili gravi (EIG) presumibilmente associate ai cosmetici nelle loro normali condizioni di impiego.
Un’attività, quella di segnalazione, di cui si possono incaricare tanto gli utilizzatori dei prodotti quanto gli operatori sanitari, farmacisti compresi. Per facilitare il loro lavoro il ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito, nella sezione “Cosmetici-Vigilanza-Segnalazioni di effetti indesiderabili gravi”, la scheda nazionale per le segnalazioni di effetti indesiderabili gravi -EIG e non gravi -EI, insieme alle linee guida per la compilazione.
Ma le iniziative del ministero – riporta una circolare di Federfarma sull’argomento – non finiscono qui. In collaborazione con il dipartimento di Farmacia dell’università Federico II di Napoli, infatti, ha lanciato un’indagine volta a comprendere quanto siano diffuse le conoscenze in materia di cosmetovigilanza tra i professionisti della sanità e gli operatori del settore nel territorio nazionale. Compilando il questionario, fa sapere il ministero, gli operatori non si limitano a fornire un quadro dello scenario attuale ma di fatto diventano parte attiva del sistema, arricchendolo con quei suggerimenti e quegli spunti indispensabili per farlo funzionare al meglio e intraprendere un percorso di sviluppo.

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