«I termini relativi ai versamenti previsti al 16 marzo saranno differiti con una norma nel decreto legge di prossima adozione da parte del Consiglio dei Ministri, relativo alle misure per il contenimento degli effetti dell’epidemia di Covid-19». È quanto rende noto il ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) in un comunicato diramato venerdì 13 marzo. Lo stesso Mef puntualizza che «il decreto legge introdurrà anche ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professionisti e partite Iva colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria». La misura, annunciata all’ultimo momento, ha tuttavia ricevuto non poche critiche, alla luce del fatto che molti contribuenti avevano già predisposto i versamenti.

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«Prorogare i versamenti fiscali in scadenza lunedì 16 marzo era – scrive Salvatore Padula sul Sole 24 Ore -, come è evidente a tutti, una necessità oggettiva prima ancora che una misura di buonsenso. Farlo con colpevole ritardo, alle ore 19:03 di venerdì 13 marzo, quando una parte non irrilevante dei contribuenti aveva probabilmente già effettuato i versamenti, rappresenta un atto di totale insensibilità e mancanza di rispetto verso milioni di cittadini. Il danno oltre la beffa, per i molti contribuenti che hanno fatto l’impossibile pur di rispettare la tempistica di adempimenti quali il pagamento del saldo annuale Iva e dell’Iva mensile e anche quelli “consueti” sulle ritenute».

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