«Decesso del farmacista iscritto vittima del Covid-19 contratto nello svolgimento dell’attività professionale presso la farmacia, la parafarmacia, la struttura ospedaliera o l’istituto privato di ricovero e cura», «ricovero del farmacista iscritto presso struttura ospedaliera a seguito di positività al COVID-19 contratto nello svolgimento dell’attività professionale presso la farmacia, la parafarmacia, la struttura ospedaliera o l’istituto privato di ricovero e cura» e «chiusura temporanea della farmacia o della parafarmacia in conseguenza del contagio da COVID-19 in capo a tutti gli operatori». Si tratta dei soggetti individuati come beneficiari di un contributo una tantum erogato dall’Ente nazionale previdenza e assistenza farmacisti (Enpaf), secondo quanto disposto dall’atto n. 15 del 26 marzo 2020.

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«Si rinvia – si legge nel provvedimento – alla determinazione del Consiglio di Amministrazione dell’Enpaf per la ratifica del presente provvedimento e per la definizione dei criteri e delle modalità di accesso al contributo una tantum, nonché per l’approvazione della relativa modulistica e la fissazione di eventuali termini di decadenza».

Alcuni giorni prima, il 1 aprile, lo stesso Ente ha reso noti i dettagli per l’indennità di 600 euro stanziata dal governo destinata ai lavoratori autonomi e liberi professionisti prevista per l’emergenza coronavirus. Come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, tra i beneficiari della misura i farmacisti iscritti all’Enpaf i quali potranno ricevere l’indennità facendone richiesta all’Ente stesso che la anticiperà per conto dello Stato. In merito alle modalità di richiesta di tale beneficio, l’Enpaf ha diramato una circolare destinata agli Ordini provinciali dei farmacisti e ai componenti del Cda dello stesso Ente.

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