Come si farebbe oggi, nella lotta al coronavirus, se non esistessero i farmacisti territoriali? A rispondere è Marco Cossolo, presidente Federfarma, in un’intervista concessa a FarmaciaVirtuale.it. «Sarebbe sicuramente una situazione molto più complicata – evidenzia Cossolo -. Non mi piace dire che le farmacie sono indispensabili però ritengo che il contributo che abbiamo dato sia stato notevolissimo e per questo ringrazio tutti i colleghi perché è merito soprattutto loro: farmacisti titolari, farmacisti collaboratori, ma anche componenti dello staff della farmacia». Secondo il dirigente si tratta di un’azione andata avanti su diversi fronti. Più nel dettaglio, i farmacisti «hanno divulgato le notizie e le informazioni che arrivavano dagli organi istituzionali – prosegue Cossolo – ciò dalla metà di febbraio sino ad emergenza inoltrata», mediante il confronto diretto con i cittadini «di cui godono ampia fiducia».

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Un’altro elemento importante riguarda l’azione di rassicurazione nei confronti della popolazione che i farmacisti portano a termine ogni giorno nello svolgimento dell’attività. Dunque, il supporto che le farmacie hanno garantito per sopperire alla mancata possibilità di accesso dei pazienti agli studi di medicina generale, al fine di limitare i contagi. Anche in questo caso, evidenzia Cossolo, «i farmacisti hanno dimostrato vicinanza alla popolazione». Infine, ultima, ma non meno importante, la preparazione di gel disinfettanti. Ciò «grazie alla disponibilità della Società italiana farmacisti preparatori (Sifap) la cui presidente Paola Minghetti – sottolinea Cossolo – ringrazio personalmente». In aggiunta alla distribuzione di mascherine, «la produzione di gel a mio avviso rappresenta una funzione di servizio sociale molto importante».

Quanto alla rivoluzione legata all’eliminazione del promemoria cartaceo della ricetta elettronica, Cossolo puntualizza che «dopo aver sentito un numero di presidenti regionali Federfarma ha cercato di ragionare su questo tema pur nella diversità di posizioni dei vari membri». Da qui, «siamo giunti alla variabilità regionale» inserita grazie all’intervento del sindacato.

Infine, il ringraziamento ai farmacisti italiani impegnati nella lotta al coronavirus: «Vorrei fare un saluto – conclude Cossolo – a tutti i colleghi che lavorano sul campo. Cerchiamo di fare il nostro, con il segretario e il direttore di Federfarma. Siamo venuti qua sempre, perché pensiamo che sia più efficace l’azione di rappresentanza. Nonostante tutto, è ben poco quello che abbiamo fatto noi rispetto al lavoro dei colleghi sul territorio, i titolari, i farmacisti collaboratori, il personale non laureato. Un grazie a tutti e un invito a quelle poche pecore nere a far loro capire che con le mascherine non si fa ricco nessuno».

È possibile visualizzare l’intervista integrale premendo il tasto “play” nel video allegato nell’articolo.

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