Si è tenuto domenica 18 Dicembre 2011 presso la sala conferenze dell’Hotel Cesari di Frosinone il convegno ciociaro dal titolo Dove va la farmacia. L’evento è stato organizzato da Federfarma Frosinone con il patrocinio di Federfarma Lazio e dell’Ordine dei Farmacisti di Frosinone.

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Dopo i saluti di rito ai partecipanti del Presidente A. Gi. Far. Frosinone, Dr. Gennaro Nardone, la mattinata è stata dominata dagli interventi, dai toni piuttosto accesi, del Presidente di Federfarma Frosinone, Dr. Giovanni Querqui e del Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Frosinone, Dr. Lucio Pantano, che si sono espressi sul contenuto dell’art. 32 della recente manovra finanziaria del Governo Monti. La manovra economica, lo ricordiamo, nella sua stesura originale, prevedeva la possibilità di vendere nelle parafarmacie e negli spazi previsti dei supermercati (corner) anche i medicinali di fascia C.

Ad inasprire gli animi è poi stato, oltre all’irriverente sketch comico di Maurizio Crozza sul pensiero-mafia delle caste, il servizio serale del Tg2 del 17/12 in cui la categoria dei farmacisti è stata dipinta, unitamente a quella dei tassisti, come una lobby, una casta, una corporazione che secondo il Ministro dello Sviluppo economico Passera, frena il rinnovamento del Paese alzando barricate contro il risparmio del cittadino, dato che la concorrenza aumenta. In risposta i relatori hanno più volte sottolineato che le caste sono ben altre e che tutti questi attacchi non sono rivolti alla farmacia bensì alla professione del farmacista e al farmaco. L’intento è chiaro, afferma Pantano: distruggere la categoria privandola del ruolo storico di dispensatore del farmaco. Di quest’ultimo, soggetto alla vendita liberalizzata e soggetto alla logica del marketing, se ne incrementerebbe il consumo con le amare conseguenze di uno scorretto uso di farmaci. Così facendo verrebbe meno la tutela della salute che il farmacista di fiducia ha sino ad oggi assicurato con grande professionalità. Nella grande distribuzione non c’è etica, non c’è la stessa sicurezza garantita dalla farmacia tradizionale. In nessun altro Paese in Europa, infatti, si è mai pensato di far uscire il farmaco dalla farmacia. E a nessun giovane laureato in farmacia piacerebbe fare il commesso dietro un bancone della Coop col rischio di diventare esperti delle offerte 3×2 !

E’ giusto, dunque, che la categoria si difenda anche minacciando una serrata, sebbene questo creerebbe gravi disagi. E sarebbe pure giusto che la TV offrisse la possibilità ai farmacisti di esporre le proprie ragioni, se solo si vuole tenere presente che essi sostengono di tasca propria delle spese sanitarie a favore della Regione Lazio.

Infine, un appello è stato fatto ai giovani farmacisti perché difendano la loro professione rifiutandosi di ingoiare l’amara pillola.

Altri temi affrontati nella mattinata sono stati gli aspetti di legislazione farmaceutica in merito alle sostanze stupefacenti e psicotrope con l’intervento di Rita Patrizia Aquino, docente di tecnica e legislazione farmaceutica all’Università di Salerno e, a cura di Fabrizio Piroli, commercialista e consulente del lavoro, il nuovo CCNL dei dipendenti della farmacia privata che stabilisce gli aumenti economici quantificati in 107,00 euro al 1° livello, da riparametrare per gli altri livelli. L’incremento salariale verrà erogato in tre tranche.

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