
Tra i nomi considerati «di peso» dal quotidiano, viene citato quello di Rosalia Traina, «che fino a maggio del 2012 era dirigente del servizio Farmaceutica dell’assessorato, lo stesso che ha predisposto gli atti del concorso bandito a gennaio di quell’anno. Sei mesi dopo è andata in pensione, ma è rientrata in gioco come consulente a titolo gratuito in carica fino a tre mesi fa. La sua partecipazione aveva sollevato mal di pancia e un’interpellanza dei grillini che hanno puntato il dito sull’incompatibilità. Lei si è difesa sostenendo di non avere mai firmato un solo atto relativo al concorso». Viene quindi nominato «il figlio del deputato messinese del Pd Giuseppe Laccoto, ex presidente e oggi membro della commissione Sanità all’Ars. Il farmacista è al 25esimo posto con altri tre soci, capofila Tindara Fioravanti». Alla posizione numero 35 c’è quindi «Patrizia Cascio, sorella dell’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana e oggi deputato regionale di Ncd Francesco Cascio. La mamma aveva una farmacia in viale Regione siciliana, poi messa in vendita».
L’elenco de La Repubblica prosegue quindi con quelli che vengono definiti «figli d’arte». Si parte con Lara Giambalvo: «Il padre Giacinto è titolare a Bagheria ma in casa i nomi che pesano di più sono quello del marito, Riccardo Listro, titolare di una sede in città, e del cognato Orazio, il più “ricco” farmacista di Palermo». Vengono citati dal quotidiano anche i nomi di Alice Pantò, Giavanna Pensabene, Maria Mantione, Emanuele Termini, Luisa Venuti e Rino Calì.
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