concorso-straordinario-campaniaIl presidente dell’Ordine dei farmacisti di Benevento, Maurizio Manna, ha inviato una lettera al presidente della Commissione del concorso straordinario per l’assegnazione di nuove sedi farmaceutiche sul territorio della regione Campania.

Nel testo, si chiedono in particolare lumi in merito allo stato dei lavori della stessa Commissione: «Come più volte chiarito – ha spiegato Manna – è diffusa la consapevolezza che, per una serie di congiunture negative, il concorso straordinario sia in notevole ritardo rispetto a tutte le analoghe procedure nazionali in corso di espletamento. Ciò nondimeno, si impone una rapida e non più differibile conclusione del procedimento di approvazione della relativa graduatoria di merito, al fine di assicurare legittima soddisfazione, anche nella nostra regione, all’attesa di realizzazione professionale dei colleghi non titolari (delle cui istanze siamo interpreti istituzionali) dando, al contempo, piena attuazione al pianificato sviluppo dell’assistenza farmaceutica sul territorio».

Lo stesso presidente dell’Ordine beneventano aveva spiegato a FarmaciaVirtuale.it alla metà di ottobre 2018 che «il concorso è in pieno svolgimento. Ci sono stati dei ritardi, ma giustificati da due ragioni: il fatto che in Campania si è assistito ad un accavallamento tra la procedura del concorso straordinario e quella del concorso ordinario e, in secondo luogo, il fatto che a livello regionale c’è stato un cambiamento dal punto di vista politico. La precedente amministrazione, che era guidata da Caldoro, aveva infatti nominato una commissione incaricata di vagliare i titoli dei candidati al concorso. Quando si è passati alla gestione De Luca, però, si è scelto di azzerare la commissione e di nominarne un’altra. I membri della prima hanno però proposto un ricorso alla giustizia amministrativa, che ha dato loro ragione».

Manna aveva quindi aggiunto: «Immagino che la conclusione della procedura possa avvenire nei prossimi mesi, sicuramente entro la fine dell’anno» e affermato che «entro il 2019 è possibile attendersi gli interpelli».

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