conasfaL’Italia è risaputo, non è un paese per giovani, inoltre progressivamente, sta diventando un paese di vecchi. Questo significa sempre maggiore ricorso all’assistenza medica e al farmaco, un aumento costante delle patologie croniche e degenerative. Per evitare che tutto ciò porti ad un’esplosione di costi non sostenibili per l’SSN, da anni si sta progettando un nuovo modello di sanità non più ospedale-centrica ma decentrata sul territorio.
In questo contesto la farmacia dovrebbe divenire un presidio sanitario in grado di fornire ai pazienti una molteciplita’ di nuovi servizi anche sfruttando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.
Sembra impossibile ma si sta pensando di affidare il cambiamento a degli ultrasettantenni, secondo la migliore tradizione di questo paese. Presso la Commissione Bilancio della Camera nella discussione del DL Stabilità 2015 sono stati accettati alcuni emendamenti che riguardano la soppressione della norma del decreto “Cresci-Italia” che impone al titolare o socio (a partire da gennaio 2015) di cedere la direzione della farmacia al raggiungimento dell’età pensionabile (68 anni) .
Come già detto, non essendo questo un paese per giovani, CONASFA non può dichiararsi sorpresa di questi tentativi per continuare a permettere che una concessione Regionale offra dei servizi ai cittadini sotto la direzione professionale di un farmacista in età pensionabile, che molto probabilmente non ha più stimoli per confrontarsi e sfidare nuovi traguardi. Ciò è un ulteriore rischio per l’implosione del servizio professionale, alla perdita della dinamicità dell’azienda con risvolti negativi anche sull’occupazione.
Ricordiamo che la farmacia per tipologia di servizio e normativa è in una posizione atipica, dove l’attività imprenditoriale DEVE integrarsi con la professione sanitaria visto che il mandato è regolato dalla concessione regionale (componente pubblica).
Proprio per questo motivo Conasfa da anni chiede che al raggiungimento dell’età pensionabile del Titolare, la Farmacia torni a concorso.
In mancanza di questa possibilità riteniamo che avviare per legge, una sana concorrenza professionale, alle direzioni delle aziende farmacia, rappresenti il minimo per rilanciare il settore. Sia fatta una valutazione a 360° e non solo su studi di settore oppure alla meno peggio su calcoli prettamente economici che spesso nulla hanno che fare con professionalita’, qualita’ del servizio e deontologia.
L’esperienza professionale di tanti colleghi rischia di essere non colta, non apprezzata e non sfruttata a danno di tutta la collettività.
Area Comunicazione CONASFA

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