comparaggio-medici-farmacistiControlli incrociati da parte dei Nas e della Asl Tre sui medici di base e le farmacie; sul dubbio rapporto tra queste ultime, che metterebbero a disposizione i locali per gli ambulatori, ed i mutualisti. In questi giorni i risultati delle ispezioni da parte del Servizio Farmaceutico dell’azienda sanitaria vengono messi a confronto con l’attività investigativa dei carabinieri del ministero della Salute.

Sarebbero diversi i rapporti sospetti, segnalati alla Procura della Repubblica per la violazione dell’articolo 81 del decreto legislativo 219 del 2006, del comma tre nella parte in cui prende in considerazione “L’offerta di incentivo vietato nella prescrizione di farmaci”. E secondo quanto si apprende vi sarebbero già alcune denunce.

Non siamo più nel campo dei rapporti “chiacchierati”, delle dietrologie e delle scorrettezze deontologiche, dal codice punite con procedimenti disciplinari. Già, perché le indagini dei carabinieri starebbero facendo luce su un consolidato malcostume che avrebbe ampi e pesanti risvolti penali: appunto il legame tra i medici di famiglia ed i farmacisti che concedono gratuitamente, o in nero, i locali, o, quantomeno, li danno a prezzi stracciati, fuori dal mercato.

Dall’altra parte, le farmacie traggono profitto dalle iperprescrizioni di medicinali da parte dei dottori; da un gran numero di ricette, talvolta ad insaputa dei pazienti,
che spesso finiscono nella farmacia dello stesso edificio. “Stiamo facendo le nostre valutazioni rispetto alla congruità delle prescrizioni – conferma Ida Grossi, direttore sanitario della Asl Tre – stiamo accertando se i 572 medici di famiglia ed i 79 pediatri di base hanno prescritto farmaci giusti o meno. Se ci sono cose illecite, le segnaliamo a chi di dovere”. All’autorità giudiziaria.

Di più non dice il direttore. Anzi, per evitare di sparare nel mucchio ed anzitempo attirare le contestazioni da parte delle associazioni dei farmacisti, tiene a precisare che “le ispezioni fanno parte di una attività routinaria e al momento non sono state riscontrate relazioni pericolose “. I controlli, che i vertici della Asl Tre preferiscono definire “normali” (anche per non compromettere l’indagine), sono già in atto ed affidati al Gruppo Ispettivo Cure Primarie, diretto da Lorenzo Bistolfi.

Rappresentano l’attività di facciata con il compito di verificare la regolarità degli studi medici, il rispetto degli orari di ambulatorio, la presenza del professionista. Dall’altra parte, però, avrebbero lo scopo di accertare la collocazione, soprattutto l’appropriatezza delle prescrizioni di medicinali, talvolta coincidente con la lievitazione del fatturato delle farmacie “sotto accusa”. “Stiamo preparando questa attività – conferma uno degli ispettori, che per ovvie ragioni preferisce l’anonimato – da parte di Adele Coccini, responsabile del Servizio Assistenza Farmaceutica Convenzionata, attendiamo elementi su situazioni meritevoli di attenzione”.

Il resto dell’incrocio dei dati è delegato ai carabinieri del Nas: primo fra tutti la proprietà degli immobi-li, i contratti di affitto (se ce ne sono), a chi sono intestati e come vengono pagate le rate.

A sollevare il coperchio è stato lo stesso presidente dell’Ordine dei Farmacisti: che ha ricevuto un esposto da parte di un collega. “La denuncia era molto circostanziata e mi sono limitato ad inoltrarla ai Nas”, precisa Felice Ribaldone.
Quindi, i carabinieri hanno trasmesso la notizia di reato alla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo, affidato al pm Francesco Pinto. Seppure al momento non vi siano indagati iscritti sul registro, si ipotizza la corruzione (il medico è un pubblico ufficiale), oltre la truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale.

Il presidente dell’Ordine ha segnalato due casi di sospetta “collusione”: uno relativo ad una farmacia e dei medici di San Fruttuoso, l’altro di Sampierdarena. In entrambi ci sarebbe stato uno spostamento improvviso ed apparentemente inspiegabile di ambulatori da una zona all’altra, di medici che si sarebbero insediati nei locali messi a disposizione dai farmacisti.

Secondo indiscrezioni che trapelano dagli ambienti investigativi, i mutualisti, lamentandosi che nel trasloco avrebbero perso pazienti, sarebbero stati “incentivati”. Come? Se, come dicono gli americani, tre indizi fanno una prova, le “relazioni pericolose” diventano più di un sospetto. Tant’è che i carabinieri starebbero compiendo accertamenti su eventuali benefici – denaro o altri beni – completamente ingiustificati, se non da un rapporto illecito. L’inchiesta potrebbe riservare qualche altra sorpresa, soprattutto dalla verifica dei conti correnti degli uni e degli altri.

Repubblica Genova di venerdì 22 marzo 2013
di Filetto Giuseppe

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