Prende piede l’iniziativa di diversi farmacisti sensibili alla tematica previdenziale, aggregati inizialmente sotto l’algida gruppo “No Enpaf”, dando quindi origine a diverse iniziative tra cui alcune manifestazioni a Roma, del 3 dicembre e del 9 aprile 2019, quest’ultima data di costituzione ufficiale del comitato. Ultima, in ordine cronologico, la petizione sul portale Change.Org, contro il doppio obbligo previdenziale, che ha raggiunto oltre 9.200 firme a distanza di poco più di un mese dal lancio. A queste iniziative intraprese se ne aggiunge una nuova, relativa all’apertura di un progetto web dedicato raggiungibile al link www.noenpaf.it.

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«Attraverso tale piattaforma – spiegano gli organizzatori -, il Comitato No Enpaf permette l’iscrizione al Comitato in modo veloce ed assolutamente gratuito. Tale decisione, complice un lungo e duro lavoro di organizzazione, nasce dalla ferma volontà di far crescere il Comitato con il solo e nobile fine di informare, supportare e lavorare per tutti quei farmacisti che siano dipendenti e disoccupati e che vogliano rendere note tutte le problematiche connesse con l’iscrizione d’ufficio ad Enpaf, quali lo spinoso meccanismo della perdita della riduzione nonché il pagamento della esosa quota una volta trascorsi i 5 anni di disoccupazione dell’iscritto».

Nei primi due giorni dal lancio del sito www.noenpaf.it, il comitato spiega che «è cresciuto in modo esponenziale, diventando il sintomo incontrovertibile di un disagio profondo che la categoria dei farmacisti collaboratori e disoccupati sta vivendo da anni». Per questo motivo, evidenzia, «l’Enpaf non deve inoltre più essere un ostacolo per l’iscrizione all’albo (e quindi ai concorsi), ed il dato che solo nel 2018 si siano cancellati dagli ordini dei farmacisti italiani ben 2474 colleghi al di sotto dei 60 anni è lapalissiano. Il comitato, che trova nel sito www.noenpaf.it la sua piattaforma informativa più fruibile, chiede a tutti di riflettere sull’illogicità di un anacronistico sistema previdenziale e sui danni che esso produce».

Da qui, l’appello del Comitato: «Invitiamo tutti i colleghi dipendenti e disoccupati ad iscriversi al comitato (tramite il sito sito www.noenpaf.it) e firmare la petizione, giacché queste due semplici azioni risulteranno decisive per promuovere la dignità professionale e vincere questa battaglia contro l’Enpaf obbligatorio per i farmacisti dipendenti e disoccupati».

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