Cocktail euforizzantiA seguito all’ampio risalto mediatico, tra gli organi di stampa interni alla categoria, ma soprattutto nella stampa cosiddetta «generalista», attinente al recente caso relativo all’utilizzo, da parte di giovani adolescenti in Campania, di un mix euforizzante a base di codeina, acquistabile – secondo quanto riferito – nelle farmacie territoriali, è stata presentata un’interrogazione all’indirizzo del ministro della Salute Giulia Grillo, al fine di chiedere chiarimenti in tal senso.

In particolare, si legge nel testo, si chiede «se il Ministro in indirizzo ritenga che vadano intensificati i controlli anche per debellare la vendita illegale di farmaci in rete che non vengono dispensati da farmacisti, ma da organizzazioni che con tale professione non hanno nulla a che fare», «se si ritenga necessario rivedere le norme sulla vendita on line di farmaci», ed infine «se si intenda avviare un confronto con istituzioni sanitarie e forze dell’ordine per individuare strategie da mettere in campo per debellare un fenomeno che rischia di minare la salute dei giovani e non solo».

Sulla vicenda era intervenuta l’Associazione scientifica farmacisti italiani (Asfi), invitando tutti i farmacisti al rispetto della normativa vigente e gli Ordini professionali ad intervenire nel caso di illeciti. Mentre, in merito alla possibile provenienza dei farmaci a base di codeina, era intervenuto Nicola Stabile, presidente di Federfarma Campania, ipotizzando che tali prodotti fossero acquistati direttamente su canali alternativi, come ad esempio il commercio elettronico, chiedendo quindi di accertare l’effettiva provenienza.

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