cloud-in-farmaciaIntervistiamo Giuseppe Moretti, responsabile Divisione Prodotti Gestionali di Studiofarma, che produce il software gestionale per farmacie Wingesfar/Copernico e per parafarmacie Pharmastore, entrambi distribuiti tramite rete di concessionari presente in tutta Italia. Giuseppe, veterano del mondo IT, in farmacia vede un futuro basato sull’utilizzo tradizionale del gestionale ed illustra in questa interessante intervista i pro, e soprattutto i contro, dell’utilizzo di questa forma di innovazione.

Come si posiziona la vostra software house rispetto all’implementazione del cloud in farmacia?

“Oggi il nostro gestionale è uno dei più diffusi in Italia, installato in circa 10.000 punti vendita, tra cui 8.500 farmacie e 1.500 parafarmacie. Non siamo contrari al cloud in farmacia, anzi, siamo molto attenti a questo tipo di tecnologia da applicare al settore farmacia. La nostra software house dispone di tutto il know how tecnologico necessario per questo tipo scenario innovativo. Grazie anche ad un impegno costante nel tempo siamo Microsoft Partner Certified.”

Quali saranno i principali vantaggi del cloud in farmacia?

“Teoricamente i principali vantaggi possono essere i seguenti: 1) accentrare i dati in un’unica infrastruttura IT 2) infrastruttura IT più sicura 3) diminuzione potenziale dei rischi di down del sistema. 4) possibilità di installare un sistema IT più snello in farmacia e teoricamente meno costoso 5) funzioni di backup e restore gestite esternamente e non a carico del singolo. In questo scenario i dati e l’infrastruttura IT in generale sono sorvegliati e controllati dal gestore del servizio, per cui la farmacia, in caso di archivi corrotti o disservizi di qualsiasi natura, ha di fatto un servizio di assistenza attraverso il quale comunque un ripristino della piattaforma è praticamente immediato. Oggi cosa succede in molti casi? Se una farmacia, ad esempio, ha un disco rotto, sebbene disponga di numerosi backup, c’è la necessità di intervento tecnico sul posto, con conseguenti problematiche annesse. In generale, l’infrastruttura della farmacia media ha un basso profilo tecnologico e se si verifica un guasto hardware o altro, vi è la necessità di un intervento tecnico sul posto. Il vantaggio del cloud è che tutto è installato su impianti stabili, sicuri e performanti, che non dovrebbero subire danni e, in caso di guasti, il ripristino è pressoché immediato. Il farmacista potrebbe subire un breve down ma il disagio è praticamente ridotto al minimo. Allo stesso tempo, in alcune particolari condizioni nella gestione di gruppi più o meno grandi di farmacie, aver centralizzato i dati è ovviamente un grande vantaggio. Studiofarma ha molti gruppi che utilizzano il gestionale ed attualmente utilizzano la sincronizzazione dei dati tramite una piattaforma denominata MultiPharmacy, è chiaro che l’ambiente in cloud in farmacia faciliterebbe ed agevolerebbe questo tipo di scenari.”

Quali problemi pratici risolverà il cloud in farmacia?

“Problemi di intervento tecnico in farmacia, per quanto riguarda eventuali guasti hardware e/o manutenzioni importanti al sistema operativo. Siamo convinti però che uno degli elementi che ci fa stare alla finestra è, paradossalmente, l’infrastruttura italiana. Sappiamo che la rete italiana, ADSL, HDSL, altri sistemi di comunicazione, è peggiore rispetto a molti altri paesi. In molte zone d’Italia vi sono down di rete quasi quotidiani, inoltre, l’infrastruttura che si dovrebbe costruire per un vero cloud in farmacia, fatto per bene e con tutte le garanzie del caso, prevederebbe sì, una centrale con il gestionale sviluppato con tecnologie cloud, ma anche un’infrastruttura minima in farmacia che consenta, in caso di interruzione della connettività, di poter evadere una ricetta con i prezzi giusti, con i ticket corretti, fare un carico merce, scaricare la bolla elettronica, fare il carico della merce appena arrivata e comunque mandare avanti la farmacia almeno nelle attività base. La farmacia oggi non si può fermare. Oggi e soprattutto domani, vista anche l’introduzione della ricetta elettronica. A ragione di quanto sopra emerge la necessità, da parte della farmacia, di dotarsi in ogni caso di una minima infrastruttura, ovvero di un software locale e di un minimo di architettura hardware. In pratica la farmacia ha bisogno di un software che in caso di down della linea possa funzionare comunque, garantendo il minimo indispensabile. Abbiamo fatto delle sperimentazioni e certamente sono tutte tecnologie implementabili, tuttavia in questo contesto, i costi delle tecnologie di infrastruttura per realizzare un cloud in farmacia aumentano di molto rispetto alla realizzazione di un software unicamente in cloud.”

Il farmacista quindi verrebbe in ogni caso legato all’infrastruttura di rete?

“Si, già oggi, al di fuori delle grandi città, ci sono molte zone in cui esistono seri problemi di connettività. Basti pensare che vi sono delle fasce orarie e situazioni frequenti di saturazione dell’ADSL, in cui la banda è molto limitata, il che porterebbe rallentamenti del lavoro al banco e disservizi alla clientela. Il concetto della business continuity diventa quindi un punto cardine della questione: la farmacia di oggi non può basarsi su un’infrastruttura interamente basata sul cloud.”

Esistono dati scientifici a conferma di quanto affermato?

“E’ difficile ottenere dati “ufficiali” ma e’ sufficiente monitorare e misurare le performances ADSL per diverse ore per rendersi conto. Noi abbiamo fatto studi di fattibilità con primari produttori di software di infrastruttura e provider di connettività e, dopo aver condiviso le esigenze di operatività della farmacia, ci hanno confermato che non ci sono ancora le condizioni per lo sviluppo di un sistema totalmente in cloud in farmacia. Ma, consoliamoci, non è che altri paesi confrontabili all’Italia per dimensione e popolazione siano più avanti di noi. In tutta la vecchia Europa non è ancora disponibile per tutti una banda larga di qualità a prezzi accessibili. Per una soluzione in cloud in farmacia bisogna preventivare i costi di connettività ridondata, via cavo e via radio, e senza eliminare completamente i costi di infrastruttura in farmacia. A conti fatti, considerando infrastruttura centralizzata in alta affidabilità e connettività adeguata i costi rischiano di essere superiori a quelli attuali.”

Perché un farmacista dovrebbe scegliere una soluzione in cloud per la propria farmacia?

“A parte alcune eccezioni costituite da qualche farmacista appassionato di tecnologia, oggi il farmacista medio non è molto attratto dal cloud in farmacia. Innanzitutto perché c’è titubanza nel pensare che i propri dati, le proprie password, le proprie configurazioni, vengano posizionate all’esterno, ovvero in un luogo che non è casa propria e, in secondo luogo, il cedere i dati ad un soggetto terzo, ove per soggetto terzo intendo la società che fisicamente gestirà i dati, mette molta insicurezza.”

(Giuseppe Moretti) Ora faccio io una domanda: secondo Lei il farmacista è in grado di sostenere dei costi aggiuntivi per la migrazione ad un nuovo gestionale in cloud in farmacia?

“No, allo stato attuale le farmacie vivono un forte momento di difficoltà ed è impensabile che siano disposte a sostenere nuovi costi di implementazione, sia in termini di costi vivi, quindi di intervento della software house sul posto, sia in termini di ore/uomo dedicate alla formazione del personale. Tra l’altro questo è uno dei problemi più grandi che una farmacia affronta quando ha intenzione di cambiare un software gestionale.”

(Giuseppe Moretti) “Mi confermi quindi che attualmente la farmacia non è propensa a sostenere ulteriori costi per facilitare la migrazione e quindi il gestionale dovrebbe essere proposto dalla software house in maniera totalmente gratuita. Oggi, anche le software house italiane non possono affrontare questo tipo di costi. Abbiamo assistito nell’era della new economy al boom di molte aziende di informatica che hanno avuto successivamente forti difficoltà a restare sul mercato a causa di investimenti mai rientrati. Al di la della tecnologia, il fattore sostenibilità è molto importante e non va escluso nell’analisi.”

Viste tutte le criticità evidenziate, perché alcune software house stanno orientando il loro business focalizzandosi sullo sviluppo di software basati su tecnologia cloud in farmacia?

“Probabilmente, a mio avviso personale, perché hanno numeri più piccoli ed è probabile che decidano di percorrere strade alternative a quelle attuali per conquistare fette di mercato che oggi non riescono a conquistare con i loro gestionali. E’ vero che Wingesfar/Copernico è un gestionale nato alla fine degli anni ’90, e quindi non più giovanissimo come la maggior parte dei gestionali attualmente sul mercato, ma questo è anche sinonimo di stabilità. Possiamo altrettanto affermare che è in continua evoluzione e che si sta continuamente rinnovando. Oltre alla grafica ed evoluzioni funzionali, stiamo introducendo tecnologie innovative che il farmacista non vede, ma di cui beneficia in termini prestazionali oltre al fatto che stiamo riorganizzando lo sviluppo con tecniche basate sull’agile developement, che consente il rilascio di funzionalità ad intervalli minori di tempo. A mio avviso personale, in definitiva, chi oggi sta investendo nel cloud in farmacia lo fa per acquisire nuove fette di mercato che oggi non riesce ad acquisire. Un’azienda che oggi sviluppa e mantiene due gestionali (di cui uno in cloud in farmacia), credo possa avere difficoltà nel gestire i differenti parchi clienti. Bisogna quindi stare molto attenti. Ripeto, pure la nostra azienda sta preparando il terreno per un giusto approccio al problema con la P maiuscola.”

Quali potrebbero essere gli sforzi di una software house nel convertire un parco clienti consolidato?

“Per una software house grande come la nostra, mantenere il gestionale consolidato sul mercato ed uno nuovo sino alla totale migrazione, potrebbe certamente generare costi doppi nonché la necessità, da parte della software house di duplicare praticamente la struttura organizzativa. Altre software house potrebbero trovare questo processo di conversione relativamente più facile ma comunque vanno affrontati molti costi proporzionalmente alla propria struttura. Ad esempio, il far intervenire persone sul punto vendita che effettuino conversione dei dati e soprattutto il fattore formativo del farmacista, considerato che il nuovo gestionale potrebbe avere un’interfaccia completamente differente. In generale, credo che oggi non sia il momento ideale per posizionare nuove soluzioni ma consolidare quelle già offerte.”

Prima abbiamo parlato di paure del farmacista rispetto al far ‘uscire’ i dati all’esterno della farmacia. A tal proposito, siamo certi che questi dati all’esterno della farmacia siano al sicuro, considerato che molte grandi aziende come Microsoft, Apple e Facebook, sono continuamente prese di mira da gruppi di hacker?

“Oggi c’è molta attenzione nella gestione di repository di dati. Esistono molti sistemi per proteggere i dati e molte tecnologie disponibili rispetto ai vecchi tempi. Vero è che quando i tuoi dati sono messi da qualche parte, potrebbero essere soggetti ad attacchi di hacker. Non si ha mai la certezza o la percezione che i propri dati siano al sicuro, se posizionati all’esterno della farmacia, sebbene, in generale potrebbero essere considerati dati non particolarmente ‘interessanti’ per soggetti esterni, se parliamo di dati come vendite ed acquisti.”

Non si rischia di creare un Grande Fratello con tutti questi dati all’esterno della farmacia?

“In una visione un po’ futurista, potrebbe essere. Come potrebbe esserlo per i conti correnti bancari. Il rischio potrebbe esserci, perché no.”

Le grandi società di gestione dei dati, con l’introduzione del cloud in farmacia, non vedrebbero il proprio business rischiare, se le software house detentrici dei dati in cloud, non rivendano queste informazioni a terzi?

“A mio avviso no, perché il dato non è di proprietà della software house che offre il servizio in cloud ma è di proprietà della farmacia e del farmacista. Per poterlo prendere, esportare, fornire ad aziende terze, è necessario un contratto che il farmacista sottoscrive con la società interessata ai dati. Eventualmente, la software house che sviluppa il gestionale può facilitare l’export verso terzi nel formato più congeniale per il completamento l’operazione. In generale, per le grandi aziende di statistica che il dato sia in farmacia o che il dato sia in cloud, non cambia e non influisce sul loro modo di lavorare.”

Copernico/Wingesfar, gestionale più conosciuto e più diffuso nelle farmacie italiane, c’è qualche innovazione in calderone?

“A livello grafico stiamo lavorando per migliorare l’usabilità e l’operatività per le farmacie. Abbiamo riscritto l’ordine diretto all’industria e stiamo preparando una revisione dell’interfaccia per l’ordine al grossista, sia a livello grafico che di contenuti. Importanti evoluzioni arriveranno per la Businnes Intelligence. Molto importante il recente rilascio della piattaforma per la gestione della fidelity card, con paniere di operazioni di promozione e couponing annesse, di facile ed intuitivo utilizzo. Stiamo inoltre riorganizzando le modalità di sviluppo interno, con ovvi benefici per i farmacisti, quindi release cadenzate e migliore produttività. In generale, la parola chiave è semplificare con lo scopo di migliorare l’attività quotidiana – e forse, la vita – del farmacista.”

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