cloud-in-farmacia-de-florioFarmaciaVirtuale.it arricchisce con un nuovo contributo il suo speciale di approfondimento sull’adozione di un sistema cloud in farmacia, per ampliare la panoramica su questa tecnologia su cui molti stanno decidendo di puntare. Il percorso, avviato con il lancio di un sondaggio e con la proposta dell’opinione di quattro delle più grandi software house per farmacie, prosegue con una nuova intervista, a Eugenio De Florio della Farmacia De Florio di Corigliano Calabro, Cosenza.

Quali sono secondo lei i vantaggi del cloud in farmacia?
In realtà non ne vedo molti. Si cita spesso la portabilità, ma si può avere anche in altri modi, ad esempio con le reti vpn, i virtual private network, che consentono di connettersi a una rete locale protetta da un punto esterno a tale rete. Il cloud invece funziona solo a determinate condizioni, nel centro di Milano o di Roma…

E gli svantaggi?
Le infrastrutture telematiche qua da noi, così come anche in altri numerosi posti in Italia, sono inesistenti; come potrebbe essere possibile lavorare con un sistema cloud? Qui non abbiamo la sicurezza della trasmissione dei dati; per avere Internet veloce dobbiamo fare grosse spese e senza garanzie di continuità.

Il sistema secondo lei sarebbe semplice da usare?
Il sistema è semplice, non è quello il problema.

Sa come funziona l’utilizzo di un gestionale cloud in farmacia?
Ce l’ho, ma non per la gestione della farmacia.

Quali problemi pratici crede che risolva il cloud in farmacia?
I programmi potrebbero essere sempre aggiornati, ma la questione nodale è capire chi sarebbe il gestore del sistema, per verificare se ci possa essere conflitto di interesse, se a gestire i dati saranno i grossisti… Se i gestori fossero enti terzi indipendenti potrebbe avere una logica; ci vorrebbe un controllo preventivo su chi gestirà i dati.

Perché il farmacista dovrebbe scegliere il cloud per la farmacia?
Se impazzisce… Il cloud dà vantaggi che sono conseguibili anche con altri sistemi, che per contro non comportano gli svantaggi del cloud.

I farmacisti secondo lei sono pronti ad assorbire questo tipo di cambiamento?
Sì, perché non credo sia un gran cambiamento, per i farmacisti cambierebbe poco dal punto di vista della gestione.

Crede che la “business continuity”, la necessità di adsl continua, un problema comune all’introduzione della ricetta elettronica, potrebbe essere un fattore critico? Le software house a favore del cloud parlano della possibilità di lavorare anche in modalità off-line, spedendo i dati quando riprende la connessione…
La continuità è un problema cruciale, e un server lontano a cui mandare i dati è un ulteriore fattore tecnico critico, che si aggiunge ai problemi che già ci sono di copertura della rete sul territorio. È molto meglio tenere i dati sul proprio server e adottare delle soluzioni alternative al cloud.

Ha timore di hackeraggi?
Assolutamente sì, il sistema col cloud è più hackerabile, più esposto ad attacchi esterni rispetto a un server interno alla farmacia.

Ha fiducia nel trattamento dei dati, che saranno in database esterni alla farmacia, anche se le software house assicurano che gli unici proprietari dei dati continuerebbero comunque a essere i farmacisti?
No; il contratto non è una tutela, sono anni che si penetrano i sistemi spiando i dati. A maggior ragione si sarebbe esposti al rischio in questi casi di gestione in capo a soggetti terzi, che potrebbero avere conflitti di interesse.

Consiglierebbe a un collega il sistema cloud?
Siccome non lo adotterei io, proprio non lo consiglierei. Solo a qualcuno che mi sta antipatico, magari…

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