cloud-farmacia-intervista-giuseppe-de-simone-imgContinua l’approfondimento sul cloud farmacia di FarmaciaVirtuale.it: oltre alla possibilità di esprimere il proprio giudizio partecipando al sondaggio lanciato su queste pagine e dopo aver interpellato sull’argomento quattro delle più grandi software house per farmacie, passiamo ora a sentire la voce diretta e l’opinione di chi lavora ogni giorno in farmacia. Cominciamo con Giuseppe De Simone della Farmacia Elifani di Sorrento.

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Cloud Farmacia, l’intervista

Quali sono secondo lei i vantaggi del cloud farmacia?

Un vantaggio è che si avvertirebbe meno il problema dell’invecchiamento dei computer, risparmiando su aggiornamenti e sostituzioni. Un altro è la portabilità, la possibilità di gestire i dati ovunque, anche fuori dalla farmacia.

E gli svantaggi?

Ci vuole una connettività continua, perché si possa sempre accedere al sistema; questo è sicuramente il problema e lo svantaggio principale.

Pensa che l’adozione del cloud farmacia comporterebbe un effettivo risparmio e che il sistema sia semplice da usare?

Credo che sarebbe un risparmio, e che tutto ciò che è investimento informatico per la sicurezza valga la pena. Penso inoltre che sia un sistema di facile utilizzo e che renderebbe più agevole il lavoro dei farmacisti.

Sa come funzioni l’utilizzo di un gestionale cloud farmacia?

Non ne ho ancora avuto esperienza.

Quali problemi pratici crede che risolva il cloud farmacia?

Penso che sarebbero possibili una velocità maggiore e una catalogazione più precisa della documentazione, senza dispersione dei dati tra macchine diverse.

Perché il farmacista dovrebbe scegliere il cloud per la sua farmacia?

Perché si dà a terzi con capacità e strumenti il compito del trattamento dei dati; ci si può affidare a professionisti che hanno know how e tecnologia di sicuro superiori a quelli del singolo farmacista.

Ma i farmacisti secondo lei sono pronti ad assorbire questo tipo di cambiamento?

In realtà per niente… O comunque in percentuali molto basse. E non credo che sia tanto una questione di investimenti, ma culturale e psicologica. C’è poca apertura e un certo ritardo dal punto di vista tecnologico in farmacia, e credo che ci sarà sempre più differenza tra chi investe in tecnologia e chi non lo fa.

Crede che la “business continuity”, la necessità di adsl continua, un problema in comune con l’introduzione della ricetta elettronica, potrebbe essere un fattore critico?

Le software house a favore del cloud parlano dell’esistenza di soluzioni anche in modalità offline, rendendo comunque possibile lavorare i dati in entrata, spedendoli poi quando si ripristina la connessione…
Credo che in effetti questa operatività sia possibile già ora. Le cadute del sistema ci possono essere sempre, ma con la possibilità di lavorare temporaneamente anche offline si garantisce di poter sempre essere operativi. Certo, la categoria dovrebbe fare lobbing per il potenziamento delle infrastrutture Internet sul territorio, ma penso che anche i singoli dovrebbero investire nel miglioramento tecnologico. Per esempio, dato che da qualche giorno abbiamo problemi di linea adsl, noi stiamo pensando di aggiungere anche la linea wi-fi o satellitare.

Ha timore di hackeraggi?

No, usiamo la carta di credito online in continuazione come privati cittadini, credo che i sistemi siano sicuri. E che col cloud la conservazione dei dati da parte di terzi con sistemi più potenti sia più sicura che nella singola farmacia.

Ha fiducia nel trattamento dei dati, che appunto con un sistema cloud sarebbero in banche dati esterne alla farmacia, anche se le software house assicurano che gli unici proprietari dei dati continuerebbero comunque a essere i farmacisti?

Certo vorrei delle garanzie, ma ci saranno dei contratti che ovviamente specificheranno le clausole. Sono sicuro che ci possano essere date adeguate garanzie di tutela.

Consiglierebbe quindi a un collega il sistema in cloud farmacia?

Assolutamente sì.

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