La Federazione internazionale farmaceutica (Fip) ha pubblicato un policy statement che invoca all’azione per il cambiamento climatico nel settore farmaceutico. La politica sulla sostenibilità ambientale nella farmacia amplia una precedente dichiarazione della Fip sull’importanza di ridurre l’impatto ambientale dei farmaci e delle attività correlate. La dichiarazione chiarisce che la sostenibilità ambientale comprende sia misure di mitigazione, come la riduzione dell’inquinamento in ambito farmaceutico e delle emissioni di gas serra, sia misure di adattamento al cambiamento climatico.

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Le raccomandazioni per i diversi settori in ambito farmaceutico

Per diversi settori legati alla professione – come associazioni, ospedali, enti regolatori, industria, mondo accademico, salute pubblica e della popolazione, servizi militari e di emergenza – il policy statement della Fip fa una serie di raccomandazioni sotto le voci di mitigazione e adattamento. Sotto la voce mitigazione, la Federazione ha affermato che i regolatori dovrebbero collaborare con altri stakeholder per costruire una raccolta di dati standardizzata a livello nazionale sulle emissioni di gas serra e sui rifiuti provenienti da tutti i settori della farmacia, creando al contempo obiettivi per ridurre l’impatto ambientale dei medicinali lungo tutto il loro ciclo di vita. Sotto la voce adattamento, la Fip ha affermato che i farmacisti territoriali dovrebbero aggiornare i loro piani di emergenza, oltre a fornire formazione o esercitazioni regolari sulle procedure del piano di emergenza pertinenti ai peggioramenti dei disastri naturali e agli eventi meteorologici estremi.

Responsabilità etica di mitigare i rischi climatici e di inquinamento per la salute

Shellyza Moledina Sajwani, co-presidente del comitato politico della Fip che ha preso parte alla redazione del policy statement, ha dichiarato che «i professionisti del settore farmaceutico hanno la responsabilità etica di mitigare i rischi climatici e di inquinamento per la salute lungo tutta la catena di fornitura farmaceutica e in tutto lo spettro della gestione dei farmaci». Sajwani ha suggerito «una gestione ottimizzata dei farmaci», la quale «può mitigare l’impronta ambientale dell’assistenza sanitaria, nell’ambito di una deprescrizione clinicamente appropriata». Nonostante ciò, la dirigente ha ricordato che «la professione deve affrontare anche l’adattamento climatico per consentire la sostenibilità dei servizi farmaceutici in ambienti in rapido cambiamento». Secondo Sajwani la politica estesa è opportuna in quanto il «Rapporto di sintesi 2023 del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici AR6 ha delineato l’urgenza e la necessità di un’azione immediata per ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere zero emissioni nette di anidride carbonica in questo decennio per limitare il riscaldamento globale a 1,5 o 2 gradi centigradi oltre i livelli preindustriali». In tale direzione, la dichiarazione della Fip ha lo scopo di portare avanti l’azione urgente necessaria nel settore farmaceutico.

Farmacisti fondamentali per contribuire alla sostenibilità ambientale

Lo scorso giugno la Fip aveva acceso i riflettori sul ruolo del farmacista nel contribuire alla sostenibilità ambientale attraverso pratiche virtuose. La Federazione aveva dichiarato che «i farmacisti sono fondamentali per gestire le cure respiratorie e sollecitare un cambiamento pratico tra i pazienti nelle loro comunità. Possono migliorare i risultati sulla salute consentendo una diagnosi tempestiva attraverso meccanismi di screening precoce, ottimizzare la selezione dei farmaci e fornire istruzioni e consulenza ai pazienti. Possono inoltre supportare i pazienti in modo proattivo nell’adozione di misure preventive contro l’inquinamento atmosferico per migliorare il benessere respiratorio».

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