Lo scorso 10 maggio 2019 il ministero della Salute aveva reso nota una segnalazione dell’Istituto superiore di sanità (Iss) relativa a diversi lotti di integratori minerali a base di curcuma, associati a due casi di epatite acuta colestatica che si sono risolti favorevolmente. Nella stessa nota il dicastero aveva evidenziato che «in attesa delle verifiche da parte delle competenti autorità sanitarie territoriali si raccomanda di non consumare tali lotti». Nello specifico, i prodotti interessati alla problematica erano «Curcumina Plus 95%», con lotto di produzione 18L823 e scadenza 10/2021, e «Curcumina 95%», con lotto di produzione 18M861 e scadenza 11/2021, commercializzati dalla ditta «NI.VA di Destro Franco & Massetto Loretta S.N.C con sede legale in via Padova 56, Vigonza (PD)», prodotti nello stabilimento «FRAMA S.R.L. sito in via Panà 56/A, Noventa Padovana (PD)».

In aggiunta ai due lotti sopra segnalati, il ministero della Salute ha fatto sapere nella giornata del 16 maggio 2019 che sono pervenute altre due segnalazioni all’Istituto superiore di sanità, relative a due ulteriori casi di epatite correlati al consumo di integratori alimentari commercializzati e prodotti dalle stesse di cui sopra. Le segnalazioni riguardano il prodotto «Curcumina Plus 95% Plus Piperina Line@ & vitamine B1, B2, B6 1000 mg/60 compresse», con lotti di produzione 2077-LOT 19B914 a scadenza 02/2022 e lotto 18c590 a scadenza 3/2021. Nell’occasione il ministero della Salute, ribadendo che la ditta ha «confermato di aver attivato il ritiro ed il richiamo dei prodotti nel proprio sito web», raccomanda nuovamente ai consumatori di non consumare tali lotti, anche se acquistati mediante procedura online.

Con riferimento al mondo degli integratori alimentari, corre utile ricordare una nota dell’Unione nazionale farmacisti titolari di sola parafarmacia (Unaftisp), la quale aveva evidenziato che spesso gli integratori alimentari vengono usati in maniera troppo «disinvolta». Ciò soprattutto nel caso di vendita «senza l’assistenza di personale qualificato come un farmacista che possa guidare l’utente finale ad una scelta consapevole e corretta non sia più tollerabile». Per l’occasione, l’Unaftisp aveva lanciato una campagna volta a sensibilizzare sia i farmacisti che i pazienti sull’argomento.

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