La gestione del processo di pagamento in ambito retail offre numerosi spunti di riflessione, per le numerose possibilità di modernizzazione e di miglioramenti finalizzati a rendere più efficiente la parte della pura transazione finanziaria. I cambiamenti da qui a pochi mesi potrebbero rivoluzionare il modo di accettare pagamenti e, d’altro canto, recuperare dei preziosi momenti per migliorare il processo. A fornire una panoramica sulle dinamiche che impatteranno a breve sulle farmacie territoriali e, più in generale, tutte le attività commerciali in italia, sono Alessandro Avezza, Marco Agosto e Leonardo Soldati, dirigenti di CompuGroup Medical, società tedesca proprietaria in Italia del software gestionale Wingesfar, i quali sintetizzano in un white paper i diversi aspetti da considerare alla luce delle imminenti novità che entreranno in vigore.

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Quali sono le novità da qui a breve che impatteranno il mondo dei pagamenti?

«Pur se ancora non comunemente noto, dal prossimo 8 dicembre 2020 dovrebbe partire – salvo proroghe dell’ultimo minuto – l’iniziativa governativa denominata cashless/cashback, parte delle varie azioni messe in campo per contrastare l’emergenza sanitaria ed economica conseguente al Covid-19. Il tutto è stato ulteriormente regolamentato dal decreto “Agosto”, trasformato in seguito in Legge n. 126 del 13 ottobre 2020. La normativa prevede che il consumatore ottenga un bonus, appunto il cashback, del 10% delle spese effettuate con pagamenti elettronici, tra cui carte di debito, bancomat, carte di credito, pagamenti con app come Satispay, Apple Pay, sino a un massimo complessivo di 3.000 euro di spesa all’anno. Il cashback ottenibile sarà quindi pari al massimo a 300 euro annui. Per le spese del 2020 il cashback sarà pari al massimo a 150 Euro».

Quali sono le valutazioni a riguardo?

«Ognuno faccia le proprie considerazioni sull’attrattività della normativa e sui possibili effetti nella modifica delle abitudini di consumo e di acquisto del pubblico. Varie previsioni indicano che la misura darà un significativo impulso all’utilizzo di queste forme di pagamento, da quelle più “tradizionali”, come carte di debito e credito a quelle più innovative come le varie app e sistemi Nfc, come Apple Pay, Google Pay. Il bonus cashback, come detto, sarà avviato in via “sperimentale” dall’8 dicembre 2020 al 31 dicembre 2020. Per questo primo periodo sono stati stanziati 2,2 milioni di euro destinati ai bonus per consumatori. Per fruire dell’incentivo si dovranno effettuare almeno 10 operazioni valide per il programma. Non sono validi gli acquisti on-line ma solo presso i negozi fisici».

Cosa accadrà dal 1 gennaio 2021?

«Dal 1 gennaio 2021 i conteggi saranno effettuati a semestre e il numero minimo di operazioni richieste, per ogni semestre, al fine di poter accedere al cashback, sarà di 50. Come ulteriore previsione è previsto che il consumatore scarichi un’apposita applicazione Io e abbini il proprio codice fiscale e Iban per il ricevimento del bonus; questa operazione deve essere tassativamente svolta prima di effettuare ciascun pagamento incentivabile. Per l’attivazione dell’App Io è chiesto lo Spid e speriamo che l’esito non sia quello dei vari bonus mobilità/bici. L’App Io sarà l’unico canale possibile per chiedere l’erogazione del bonus. Da segnalare inoltre che recenti modifiche alla normativa prevederanno che anche la “Lotteria degli scontrini” sia collegata unicamente ai pagamenti in formato elettronico».

In che modo le farmacie possono trarre vantaggio da questa innovazione?

«È evidente che – tralasciando ogni considerazione sociale o di finanza pubblica, questa iniziativa, se condotta senza inceppamenti o trabocchetti vari – porterà in modo significativo a un aumento delle transazioni elettroniche. È opportuno che tutti gli esercenti, ma le farmacie in modo particolare, si attrezzino in modo adeguato per gestire al meglio questa innovazione. La soluzione ottimale sarà quella di prevedere una stretta integrazione tra i sistemi di pagamento – cosiddetti POS – il sistema gestionale e gli strumenti per registrazione fiscale dei pagamenti, oggi RT. Dover gestire un gran volume di pagamenti manualmente sul POS digitando a mano l’importo da pagare o, peggio ancora, dovendo controllare o inviare il totale dello scontrino alle APP e ai servizi più disparati, come Satispay, Apple pay, potrebbe risultare quanto meno sconveniente e causare ritardi, errori e contestazioni».

Nello specifico?

«L’ulteriore suggerimento è quello di scegliere un provider che renda la farmacia indipendente dalla banca e dallo strumento fisico di gestione dei pagamenti. Questo permette di slegare il rapporto bancario dal dispositivo di pagamento – con un possibile risparmio anche sui canoni e sulle commissioni – potendo selezionare l’ente finanziario e la soluzione di pagamento più idonea, e conveniente per le farmacia.

Cosa ha fatto CompuGroup Medical per le farmacie?

«CompuGroup Medical si è mossa in anticipo mettendo a disposizione diverse soluzioni per venire incontro ai vari possibili scenari e casi d’uso in Farmacia. Una stretta integrazione con il gestionale e il PinPAD, detto comunemente POS, permette di rimanere all’interno di Wingesfar consentendo, con una sola operazione, lo scambio automatico dell’importo della vendita col terminale POS o con gli altri strumenti innovativi. Stop dunque a doppie digitazioni, possibili errori, squadrature di cassa a fine serata, contestazioni e perdite di tempo. L’integrazione nativa rende il processo di pagamento veloce e sicuro».

Ulteriori vantaggi di questa soluzione?

«Si velocizzano le operazioni di cassa, si evitano i contatti con i dispositivi di pagamento e con le carte dei clienti limitando conseguentemente le occasioni di contagio e si ottiene una perfetta quadratura di cassa con divisione dei pagamenti tra contante e carte. Infine, grazie a questi strumenti, la Farmacia mostra alla propria clientela un’immagine innovativa e al passo coi tempi, ampliando la gamma delle modalità di pagamento accettate e assecondando così i cambiamenti chiesti dai clienti».

Quali sono i casi di applicazione?

«Le soluzioni Cgm permettono inoltre di differenziare due casi: la farmacia ha un proprio Pos che non vuole abbandonare (es: collegato al conto o fido bancario). In tal caso sarà proposta una versione “only software” in grado di colloquiare praticamente con tutti i dispositivi presenti sul mercato. Questa configurazione mantiene inalterato il legame tra farmacia e il fornitore del POS e, di conseguenza, all’ente finanziario; la farmacia intende dotarsi (o aggiungere) un nuovo POS che la renda indipendente da qualunque acquirer bancario. Questa ipotesi permette maggiore flessibilità e consente di negoziare con gli enti bancari migliori condizioni In sostanza è altamente probabile che ci troviamo davanti a un’ennesima svolta nel settore, l’importante è farsi trovare preparati per cogliere le opportunità che sicuramente arriveranno da questa evoluzione nei comportamenti dei consumatori (e Clienti)».

Con il contributo non condizionante di CompuGroup Medical.

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