Il dibattito su come arginare il fenomeno dei farmaci mancanti prende più piede anche nella società civile. Se in passato l’intervento di associazioni di pazienti era stato risolutivo nella risoluzione di specifiche problematiche distributive, si moltiplicano sul territorio nazionale le iniziative dei cittadini, per limitare le difficoltà di approvvigionamento dei farmaci. Tra queste, un incontro lo scorso 17 gennaio al Comune di Verona, che ha visto il coinvolgimento di «rappresentanti di case farmaceutiche, addetti alla distribuzione e farmacisti territoriali e ospedalieri». A darne notizia è l’organizzazione territoriale nata con la finalità di favorire «un progetto allargato di monitoraggio della situazione per individuarne le principali criticità e le possibili soluzioni».

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Ciò attraverso l’approvazione di un Ordine del giorno ratificato in Consiglio comunale, promosso da Stefano Bertacco, parlamentare della Repubblica ed assessore ai servizi sociali, e da Gianmarco Padovani, consigliere del Comune di Verona. «L’obiettivo – evidenzia Bertacco – è accrescere sempre di più l’attenzione su questo problema cercando di portare avanti, in collaborazione con tutte le parti interessate, un’attività di vigilanza anche in ambito locale. C’è la necessità di trovare un confronto che permetta di rimediare a questa carenza di distribuzione, anche attraverso il contributo di tutti gli organi competenti, a partire dal ministero della Salute, che puntiamo a sensibilizzare ancora di più sulla questione». E intanto si moltiplicano gli interventi in ambito internazionale. Solo alcuni giorni fa, attraverso la pubblicazione di un position paper, l’Efpia ha avanzato una serie di suggerimenti per rispondere al problema delle carenze di farmaci in Europa.

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