Come ogni anno, il Pharmaceutical Group of European Union (PGEU) ha pubblicato i risultati del sondaggio effettuato presso i propri membri con l’obiettivo di monitorare il fenomeno della carenza di medicinali nelle farmacie territoriali. Il rapporto del 2019 contiene le risposte arrivate da 24 Paesi membri. «In tutte le nazioni – spiega il Pgeu – in questione sono stati riscontrati casi di carenze nel corso degli ultimi 12 mesi. E una grande maggioranza (87%) ha risposto indicando un peggioramento della situazione rispetto a quanto riscontrato nell’anno precedente. Si tratta di un fenomeno che riguarda tutte le classi di medicinali. Nella maggior parte dei casi (67%) sono più di 200 le specialità che sono state inserite nella lista, al momento in cui il sondaggio è stato completato. Tutte le nazioni, inoltre, indicano che il problema sta creando difficoltà ai pazienti, in particolare per coloro che sono costretti ad interrompere i trattamenti, ad aumentare gli esborsi per l’acquisto di medicinali alternativi, più cari o non rimborsabili. Ma anche per chi si trova poi nelle condizioni di non avere cure altrettanto efficaci».

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L’associazione europea spiga inoltre che «il fenomeno della carenza colpisce anche i business delle farmacie territoriali nella maggior parte dei Paesi (92%), anche in riferimento a perdite finanziarie legate al tempo investito nel tentativo di trovare soluzioni e riduce anche la soddisfazione dei dipendenti». Il sondaggio ha invece evidenziato che «tra le diverse nazioni europee esistono forti differenze in termini di soluzioni che sono state apportate al fenomeno. A partire da sostituzioni dei medicinali fino alle importazioni da altre nazioni nei quali essi sono disponibili». Inoltre, il PGEU indica che «il tempo impiegato dallo staff delle farmacie nel fronteggiare il problema è passato dalle 5,6 ore alla settimana del 2018 alle 6,6 dello sorso anno. Il 25% dei Paesi ha indicato poi che non è stato implementato un sistema di reporting delle carenze che possa essere utilizzato dai farmacisti».

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