
L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato il 30 gennaio 2026 l’estensione dell’indicazione terapeutica di Zynyz (retifanlimab) al trattamento degli adulti affetti da carcinoma a cellule squamose del canale anale (Scac) non resecabile, metastatico, o localmente recidivante. Il farmaco, sviluppato dall’azienda Incyte Biosciences Distribution Bv, è destinato all’uso in associazione con i chemioterapici carboplatino e paclitaxel. Si tratta della prima opzione terapeutica basata sull’immunoterapia a ricevere una raccomandazione positiva per la specifica forma tumorale nell’Unione europea. Attualmente, infatti, non esistono medicinali specificamente autorizzati a livello comunitario per il trattamento dello Scac negli adulti.
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Contesto clinico e meccanismo d’azione
Il carcinoma a cellule squamose del canale anale è la forma più comune di tumore anale, costituendo circa l’85% dei casi. È considerata una patologia rara e potenzialmente letale, con un’incidenza in aumento stimata attorno al 3% annuo nell’ultimo decennio, fenomeno correlato alla diffusione di ceppi ad alto rischio del papillomavirus umano (Hpv). Nel 25% circa dei pazienti la malattia evolve verso uno stadio avanzato, condizione associata a prognosi sfavorevole. Per lo Scac metastatico, l’approccio standard si concentra sulla terapia palliativa con chemioterapia. Retifanlimab è un anticorpo monoclonale che agisce come inibitore del recettore Pd-1 presente sui linfociti T. Bloccando la via, il farmaco impedisce alle cellule tumorali, che esprimono la proteina Pd-L1, di disattivare la risposta immunitaria, potenziando così la capacità del sistema immunitario di riconoscere e aggredire il tumore.
I dati dello studio clinico
La raccomandazione dell’Ema si fonda sui risultati dello studio clinico di Fase 3 randomizzato e in doppio cieco, i cui esiti sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet, lavoro a cui hanno partecipato per l’Italia anche Federica Morano dell’Istituto Tumori di Milano, e Stefano Tamberi dell’Università di Bologna. La sperimentazione ha coinvolto 308 adulti con Scac metastatico o localmente recidivato non resecabile. I partecipanti hanno ricevuto sei cicli di chemioterapia con carboplatino e paclitaxel, in associazione con Zynyz o con placebo. L’analisi dei dati ha evidenziato che la metà dei pazienti trattati con lo schema contenente Zynyz ha vissuto per 9,3 mesi o più senza una progressione della malattia, rispetto ai 7,4 mesi osservati nel braccio di controllo. Per quanto riguarda la sopravvivenza globale, la mediana nel gruppo Zynyz è stata di 32,8 mesi contro 22,2 mesi del gruppo placebo, differenza che non ha tuttavia raggiunto la significatività statistica. L’Ema ha comunque concluso che, considerando complessivamente i dati sulla sopravvivenza libera da progressione, il profilo beneficio-rischio del farmaco in combinazione è positivo.
Prossimi passi e profilo di sicurezza
Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati con il regime terapeutico con Zynyz sono stati neutropenia, prurito, rash, linfopenia, ipotiroidismo e aumento dei livelli dell’enzima epatico alanina aminotransferasi. Il parere positivo del Chmp è una tappa intermedia nel percorso di accesso al farmaco. L’opinione sarà ora proposta alla Commissione europea per l’adozione di una decisione finale sull’estensione dell’indicazione, valida in tutti gli Stati membri dell’Ue. Successivamente, le decisioni in merito a prezzo e rimborso avverranno a livello nazionale. Zynyz, designato farmaco orfano per il trattamento del carcinoma anale nel ottobre 2020, sarà ora sottoposto a una valutazione del Comitato per i medicinali orfani (Comp) per determinare il mantenimento di tale status.
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