«Di fronte all’arrivo in forma sostanziale anche in Italia del “capitale” in farmacia, riteniamo concreto il rischio che le logiche di puro mercato portino ad un impoverimento sia della professione che del servizio offerto al cliente. Di conseguenza, vista la situazione non facile del momento post-covid anche nel mercato italiano, è necessario porsi come obiettivi irrinunciabili il rinnovo della convenzione, della remunerazione e il rinnovo del contratto nazionale dei farmacisti così da armonizzare il settore rispetto al nuovo assetto del canale farmacia a seguito delle liberalizzazioni». È l’allarme lanciato da Franco Gariboldi Muschietti, presidente di FarmacieUnite, organizzazione sindacale alternativa a Federfarma, operante dal 1 gennaio 2014 su tutto il territorio nazionale, con oltre 500 farmacie iscritte in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Piemonte e Puglia.

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La preoccupazione di Muschietti è conseguente alla notizia, circolata sui principali media britannici, di un taglio della forza lavoro di Boots in Regno Unito, probabilmente dovuto alla flessione degli andamenti causati dalle limitazioni legate alla diffusione della pandemia. In merito alla tematica, FarmacieUnite evidenzia che «il capitale e le società quotate seguono le ferree regole del mercato e, di fronte ad una perdita di fatturato, non possono che reagire tagliando i costi di cui il personale, come sappiamo, è una delle voci più importante».

«Questi temi – spiega Muschietti – devono essere trattati con priorità ed urgenza per dare tranquillità e visione sul futuro sia ai titolari delle farmacie che agli oltre 60.000 collaboratori e dare la possibilità a tutte le farmacie di mantenere l’attuale elevato gradi di servizio offerto ai cittadini 24 ore su 24, 365 giorni all’anno».

Quanto ai componenti della forza lavoro, Muschietti sottolinea come essi «siano una risorsa irrinunciabile e, quali professionisti della salute con una concessione dello stato, siamo disposti ad investire (ove possibile) per mantenere gli alti livelli di servizio forniti ai clienti e sostenere la nostra attività. È ovvio che anche noi siamo costretti a confrontarci con le logiche del mercato, ma cerchiamo sempre di privilegiare l’aspetto etico della nostra funzione».

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