cannabis terapeutica«Abbiamo constatato una richiesta forte, permanente, di moltissimi cittadini italiani che hanno bisogno della cannabis terapeutica ma non riescono a ottenerla perché le fabbriche olandesi producono un quantitativo limitato». A dichiararlo è stato il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, durante un convegno sul tema che si è tenuto il 14 settembre presso la Fiera del Levante a Bari, secondo quanto riferito dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Il dirigente ha spiegato che è per questa ragione che l’amministrazione da lui diretta sta immaginando di porre rimedio in modo autonomo: «Abbiamo rilanciato l’ipotesi che in provincia di Lecce, nel Salento, possa essere avviata una produzione dalla Regione Puglia in prima persona, al fine di produrre il farmaco attraverso le proprie strutture pubbliche».
Qualora il proposito dovesse tradursi in realtà, il nuovo sito si andrebbe ad affiancare allo Stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze, che ad oggi è chiamato a fornire una quota di cannabis “italiana” concorrente rispetto a quella di importazione. La questione è stata al centro di ampie discussioni nei mesi scorsi, dopo che il ministero della Salute ha deciso di fissare il prezzo di vendita al pubblico della cannabis infiorescenze a 9 euro al grammo, all’interno della tariffa nazionale. Ciò benché quest’ultima non fosse più aggiornata da ormai 20 anni. Un valore giudicato insufficiente dai (non molti) farmacisti che allestiscono preparati a base della sostanza, dal momento che in alcuni casi – soprattutto quando la stessa è acquistata all’estero – non è possibile neppure coprire i costi legati alla preparazione magistrale. Di recente, la provincia autonoma di Trento ha deciso di andare incontro alle esigenze delle farmacie presenti sul proprio territorio aggiungendo una somma pari a 3 euro al grammo al rimborso. Ovviamente, qualora il quantitativo di produzione dovesse aumentare, è immaginabile un calo del valore della cannabis, che consentirebbe ad un numero maggiore di farmacie di allestire i preparati prescritti dai medici senza rischiare di andare incontro a perdite finanziarie. «Se – ha concluso Emiliano – il governo nazionale decide, come pare, di intervenire nella materia lo faccia. Altrimenti lasci libere le Regioni di provvedere da sole».

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