Aderenza terapeutica

Canada, malattie cardiovascolari: uno studio analizza l’apporto dei farmacisti

Un’analisi delle università Saskatchewan e dell’Alberta analizza la relazione tra l’apporto dei farmacisti territoriali e l’aderenza terapeutica per le malattie cardiovascolari.


farmacistiIl supporto che viene garantito dai farmacisti territoriali nei confronti di persone affette da malattie cardiovascolari è stato oggetto di uno studio pubblicato su Pharmacotherapy, intitolato “Community Pharmacists Assisting in Total Cardiovascular Health (CPATCH): A Cluster-Randomized, Controlled Trial Testing a Focused Adherence Strategy Involving Community Pharmacies”. Nel documento l’attenzione dei ricercatori della University of Saskatchewan e della University of Alberta si è concentrata in particolare sulla capacità dei farmacisti di aiutare i pazienti a seguire in modo corretto le loro terapie. Lo studio è stato effettuato su un totale di 30 farmacie che sono state divise in 15 “di intervento” e 15 “di controllo”. In totale, i pazienti monitorati per la ricerca sono stati 907 per il primo gruppo e 999 per il secondo. Ai professionisti delle farmacie di intervento è stato chiesto di seguire un workshop di due ore e mezzo il cui obiettivo è stato di prepararli a contrastare i principali ostacoli all’aderenza terapeutica che i pazienti affrontano nel loro percorso di cure. Inoltre, il corso ha istruito i farmacisti sui metodi per monitorare i malati in modo individuale. Mentre i ricercatori hanno contattato le farmacie mensilmente per verificare l’andamento della ricerca.
Il risultato indica però che non sono stati riscontrati significativi cambiamenti tra le farmacie di intervento e quelle di controllo. In particolare, in termini di aderenza terapeutica, i 1.906 pazienti oggetto dell’analisi presentano percentuali che possono sostanzialmente essere considerate identiche. Tuttavia, i ricercatori sottolineano come il protocollo di ricerca non sia stato applicato in modo corretto in tutte le farmacie, e ciò “potrebbe rappresentare la principale ragione della mancata differenza tra i due gruppi”. In ogni caso, i valori di aderenza terapeutica risultano particolarmente alti (oltre il 70%), il che significa che il peso della presenza del farmacista – pur non aumentando grazie al protocollo degli studiosi – rimane sempre a livelli decisamente soddisfacenti.

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