La trasformazione della farmacia impone spesso anche un cambio di format e un ripensamento dell’organizzazione degli spazi. Umberto Cabini, titolare di Icas, che ha una lunga esperienza nel campo degli arredi di design e di soluzioni di stoccaggio per le farmacie, spiega a FarmaciaVirtuale.it quali saranno le tendenze future nella gestione dei locali che dovranno accogliere i nuovi servizi. «La farmacia – spiega Cabini – sta subendo, a mio avviso, una grossa trasformazione, diventando un presidio sempre più dedicato ai servizi per il cittadino. Attualmente molte farmacie sono suddivise in varie zone destinate a funzioni diverse: una per le prescrizioni, una per la cosmetica, altre pensate per la consulenza. L’attività si è quindi allargata a nuovi settori merceologici. Il futuro sarà quello di offrire ulteriori servizi per ospitare i quali gli spazi subiranno nuove modifiche, come sta avvenendo per le somministrazioni vaccinali».

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«In futuro la farmacia italiana potrebbe ispirarsi al format francese»

Cabini osserva l’evoluzione delle farmacie in Francia, che potrebbero in futuro diventare un modello anche per quelle italiane. «La farmacia del futuro – sostiene Cabini – potrebbe presentarsi con un’organizzazione simile a quella francese, con vari corridoi interni pensati perché le persone non s’incrocino. Una struttura che può ricordare un market dove c’è un percorso che si conclude con le casse all’uscita. Una tendenza interessante delle farmacie presenti in Francia è l’unione frequente in un’unica società dei presidi vicini. Non è ancora un concetto diffuso in Italia perché lontano dalla nostra cultura, ma presenta vari vantaggi, a cominciare dal fatto che si va a eliminare la concorrenza troppo vicina. Inoltre, si può sfruttare un’economia di scala, ridurre i costi contabili e di gestione e aumentare il tempo libero dei farmacisti, che possono alternarsi. Prima della pandemia ci è capitato di realizzare format di farmacie di 800-1.000 mq, frutto dell’unione di due farmacie in una. Avere più spazio a disposizione permette di offrire un merchandise più mirato e un centro servizi che in ambienti piccoli non sempre si riesce a ricavare».

«Non vadano perse le farmacie indipendenti»

Esaminando i trend attuali, che vedono la nascita di varie catene di farmacie, Umberto Cabini spiega perché, a suo avviso, l’indipendenza della farmacia resta un valore da preservare. «Vorrei che la farmacia restasse indipendente – afferma il dirigente – e non perdesse la sua identità di attività che passa di generazione in generazione e che mantiene una funzione di consiglio per i cittadini su temi legati alla salute. Non sono d’accordo con la trasformazione della farmacia in un’attività mirata al mero business. Inoltre, dopo aver visto la scomparsa delle piccole attività dai centri storici con la nascita dei supermercati, sarebbe un peccato assistere a un processo simile anche per le farmacie».

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