farmaciSTRANIERI regolarmente residenti, ma irreperibili.

[Se vuoi ricevere tutte le novità iscriviti gratis alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Arriva nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Apri questo link]

Permessi di soggiorno o autorizzazioni temporanee utilizzati per fare incetta di farmaci da rivendere o da spedire nei Paesi di provenienza. Un fenomeno noto e diffuso, anche se difficile da contrastare. Non ci sono cifre ufficiali, ma a giudicare dai controllia tappeto che il Comune ha avviato da tempo si trovano in questa situazione alcune migliaia di cittadini stranieri residenti a Bari. «Quando andiamo a domicilio per verificare, ci sentiamo spesso rispondere che la persona che cerchiamo è tornata in patria per un lutto improvviso», racconta uno degli addetti del servizio notifiche e informazioni di Palazzo di Città. La realtà, invece, è un’altra.

Tanti stranieri risultano residentia Bari, ma si sono da tempo trasferiti al Nord. Il permesso di soggiorno dà loro diritto all’assistenza sanitaria. Il problema è che quando ne usufruisconoa pagareè la Regione Puglia. Con quali conseguenze sul bilancio della sanità regionale, è facile immaginare.

Anche per questa ragione, negli ultimi tempi i controlli sono stati intensificati. «Le richieste di residenza finalizzate ad ottenere il permesso di soggiorno sono in aumento – fanno sapere in Comune -. Verifichiamo tutte le domande, a cominciare da quelle che riportano ad abitazioni in cui risulta un numero di persone elevato e sproporzionato alla grandezza dell’immobile».

C’è poi un altro fenomeno di cui si sta cercando di venire a capo. Riguarda l’uso di farmaci da parte di stranieri in possesso di permesso di soggiorno o di autorizzazioni temporanee. Il sospetto è che facciano incetta di farmaci per spedirli nei Paesi di provenienza. Sotto il profilo formale non c’è nulla di illegale. Chi risiede regolarmente ha diritto al medico di base e all’assistenza farmaceutica. Il problema nasce quando i medicinali, magari ottenuti dietro pagamento del solo ticket, se non gratuitamente, vengono impacchettati e spediti nei Paesi di provenienza. Il danno per il sistema sanitario regionale diventa notevole.

Senza contare i cosiddetti Stp, ossia gli stranieri temporaneamente presenti. In genere sono sprovvisti di documenti.

Possono però ottenere il medico di base con una semplice dichiarazione autocertificata. Non sono rari i casi in cui una stessa persona si presenti a centri diversi dichiarando identità differenti. Il paradosso è che potrebbe avere più medici di base e, quindi, ottenere più prescrizioni di farmaci. Saranno situazioni limite, ma il rischio di innescare un traffico illegale di medicinali è altissimo. Il tutto, come sempre, a carico del servizio sanitario regionale. L’assistenza agli stranieri temporaneamente presenti è comunque limitata a sei mesi, salvo proroghe. Gli abusi sono però sempre possibili. Per questo si stanno studiando adeguati strumenti di controllo. Non è in discussione il principio di civiltà che riconosce a ogni persona il diritto alla salute, a prescindere dalla nazionalità. In tempi in cui la spesa sanitaria e la spesa sociale sono in forte decremento e i pugliesi, come tutti gli italiani, sono costretti a tirare la cinghia, non possono più essere ammesse furbizie e scorciatoie. © RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata

Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia

Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.