bilancio federfarma 2014E’ stato l’anno della ricetta elettronica e della farmacia dei servizi. Ma è stato anche l’anno in cui si sono poste le basi per nuovi traguardi, come la consegna dei farmaci a domicilio e il rinnovo della convenzione farmaceutica nazionale. Un 2014 ricco e prolifico per le farmacie, secondo il rapporto di fine anno di Federfarma, che ha sottolineato gli spunti più significativi emersi durante l’annata e gli scenari che si prospettano per il 2015.

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La ricetta elettronica è uno dei fiori all’occhiello dell’anno che si chiude, adottata già da tre regioni con percentuali sopra l’obiettivo dell’80 per cento fissato entro il 31 dicembre e con altre che stanno marciando verso la meta. Ma anche la farmacia dei servizi, modello assistenziale importante per la deospedalizzazione, ha compiuto notevoli passi in avanti. Sia la Conferenza Stato-Regioni, sia il Documento di economia e finanza 2015, hanno messo in primo piano la farmacia dei servizi nel piano di potenziamento dell’assistenza sanitaria sul territorio. Federfarma ha presentato le piattaforme informatiche che consentono l’effettuazione di prestazioni di telemedicina e l’erogazione di prestazioni di infermieri e fisioterapisti.

Il 2014 ha posto le basi per la consegna dei farmaci a domicilio, che partirà nel 2015 con un numero telefonico unico a livello nazionale, e per il ritiro dei referti in farmacia, previsto dal 2016 dall’Agenda della semplificazione. Dall’anno prossimo le farmacie saranno coinvolte anche nella denuncia dei redditi precompilata, con la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati sulle spese detraibili sostenute dai cittadini.

Da rimarcare, ancora, i paletti posti alla liberalizzazione selvaggia in tema di medicinali. Il 18 luglio la Corte Costituzionale ha ribadito, con una sentenza, che la farmacia è l’unico soggetto legittimato a dispensare i farmaci con ricetta.

Regole anche per la vendita dei farmaci on line, che con il decreto legislativo 17/2014 limitano l’attività a medicinali senza obbligo di ricetta e agli esercizi con una sede fisica e autorizzazione regionale. Il decreto ha reso più stringenti anche gli obblighi dei grossisti di garantire il rifornimento della filiera nazionale, per contrastare il fenomeno delle carenze di farmaci e delle esportazioni su mercati stranieri più remunerativi. Da sottolineare, infine, gli incontri regionali che hanno spianato la strada verso il rinnovo della convenzione farmaceutica nazionale.

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