Lo scorso 26 aprile si è svolto a Roma l’incontro per la presentazione del “Bilancio del Sistema Previdenziale Italiano – Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2020”, elaborato dal Centro studi e ricerche di itinerari previdenziali, con l’organizzazione dell’Ente nazionale previdenza e assistenza farmacisti (Enpaf). Sono stati diversi gli interventi nel corso della giornata. Sul tema la stessa Enpaf ha fornito un report dettagliato. Ha aperto i lavori Emilio Croce, presidente Enpaf, che «ha ricordato il servizio a favore della comunità svolto dai farmacisti nei due anni di pandemia, accennando poi alle iniziative di solidarietà per la popolazione ucraina». Secondo Croce «la posta in gioco è alta, perché la crisi finanziaria è alle porte con rischi di stagflazione. In questo scenario l’equilibrio economico-finanziario-demografico di lungo termine, imposto per legge alla Casse di previdenza, impatta sulla sostenibilità sociale in termini di adeguatezza ed equità intergenerazionale».

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Gli interventi di Mandelli (Fofi) e Oliveti (Adepp)

Andrea Mandelli, presidente della Fofi e vicepresidente della Camera dei Deputati ha ricordato il contributo dei professionisti nei due anni di pandemia. Mandelli ha poi «rilevato l’anomalia della “doppia tassazione” a cui sono sottoposti gli iscritti agli Enti di previdenza privatizzati e, nel contempo, l’importanza, a tutela dei professionisti, della proposta di legge in materia di equo compenso, di cui è primo firmatario, recentemente approvata dalla Camera dei Deputati». È seguito l’intervento di Alberto Oliveti, presidente Adepp, il quale «ha portato all’attenzione della platea l’impegno dell’Adepp nel sostenere l’autonomia delle Casse dei professionisti, evidenziando la necessità di rivedere alcuni interventi normativi, considerati delle forme di vera e propria interferenza nell’autonomia degli Enti previdenziali».

Problematiche connesse all’aumento dell’età della popolazione

Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche di itinerari Previdenziali, ha affrontato le problematiche connesse all’aumento dell’età media della popolazione che inevitabilmente impatterà sul futuro delle nuove generazioni, sull’economia e sul sistema sanitario. Secondo Brambilla «siamo di fronte alla più grande transizione demografica di sempre, l’Italia è tra i Paesi europei quello con il più alto tasso di ultrasessantacinquenni e di ultrattontenni. Nei prossimi venti anni usciranno dal mercato del lavoro coloro che sono nati nel secondo dopoguerra”. Il Prof. Brambilla ha quindi evidenziato la necessità che «la politica e le parti sociali “aprano l’ombrello” mettendo in campo azioni che, quanto meno, possano ridurre i rischi dell’invecchiamento”, ripensando l’organizzazione del lavoro e intervenendo sui servizi necessari per una popolazione che invecchia».

Le forme di assistenza Emapi

È intervenuto poi Demetrio Houlis, direttore generale Emapi, che ha fatto il punto sulle forme di assistenza offerte da Emapi, illustrando «le ricadute socioeconomiche dell’invecchiamento della popolazione, in diversi settori e in particolare in ambito sanitario». Secondo Houlis Gli investimenti dello Stato destinati alla spesa sanitaria sono stabili e non in grado di seguire le tendenze di incremento dell’età, con un conseguente incremento delle criticità del sistema nell’assicurare una buona qualità della vita. Emapi, come associazione costituita attualmente da 12 enti di previdenza, tra cui l’Enpaf, ha lo scopo di intervenire in ambito sanitario a sostegno dei professionisti e dei loro familiari, sopperendo alle carenze del sistema pubblico».

Andamenti finanziari e saldi Enpaf

Infine l’intervento di Franco Falorni, commercialista e docente di economia aziendale presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Pisa, che per l’occasione ha rappresentato gli andamenti finanziari e i saldi della gestione Enpaf. Falorni ha ricordato che «la riserva legale dell’Enpaf al 2020 è ampiamente superiore al limite minimo di cinque annualità delle pensioni correnti, richiesto dalla legge: il patrimonio netto è superiore a 18 volte la spesa per prestazioni pensionistiche. Il sistema di controllo e di vigilanza, nonché la necessità di redigere il bilancio tecnico attuariale a 50 anni, obbligano l’Ente ad una gestione prudente e a prevedere con tempestività le azioni necessarie ad assicurare l’equilibrio finanziario». Per Falorni «sarebbe auspicabile promuovere la cultura della previdenza affinché i giovani e meno giovani di oggi possano costruire un futuro che garantisca loro i valori della dignità e libertà attraverso prestazioni pensionistiche e assistenziali».

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