Il 7 luglio 2023 si è svolta a Trento l’assemblea generale dell’Associazione delle farmacie comunali Assofarm, dalla quale sono emersi ottimismo e soddisfazione. Venanzio Gizzi, presidente della sigla, ha affermato che, a suo avviso, «non sia mai accaduto nella storia della nostra federazione che potessi presentare un resoconto così ricco di elementi positivi e di ottimismo sul futuro. Non mancano certo punti interrogativi e realistiche preoccupazioni, ma è evidente che i tanti dibattiti di quest’ultimo anno sono avvenuti in un’atmosfera nuova». Tra i motivi di soddisfazione il Presidente cita l’attenzione che la farmacia sta ricevendo da parte delle istituzioni che, con il riconoscimento della remunerazione aggiuntiva, hanno aperto la strada per svolte più importanti. Secondo Gizzi, «lo stanziamento di 150 milioni di euro a favore di una remunerazione aggiuntiva per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale è stato un risultato concreto davvero notevole, avvertibile nei bilanci di molte farmacie». Il dirigente ha posto l’accento sull’esigenza di una vera e propria nuova remunerazione, «concetto chiave per dare ordine a tutti i nodi irrisolti del nostro settore e forse anche la chiave di volta per una riforma organica, strutturale, davvero efficace».

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Carenze di farmaci e di farmacisti

La relazione del Presidente di Assofarm ha ripercorso fatti e problematiche dello scorso anno, come le carenze di farmaci, ma anche di farmacisti. Se rispetto alla prima, Gizzi sottolinea che «risulta socialmente ed eticamente inaccettabile lasciar uscire dalle nostre farmacie cittadini a mani vuote», commentando la carenza di farmacisti scrive che «oggi quella del farmacista è una professione non più attrattiva. I salari sono bassi e le prospettive di carriera molto limitate. Del resto, l’inquadramento nel settore del commercio penalizza i nostri farmacisti rispetto, ad esempio, ai loro colleghi delle farmacie ospedaliere, che invece godono dei contratti nazionali della sanità. Anche il confronto con i farmacisti dipendenti nordeuropei restituisce ai nostri una situazione di netto svantaggio. D’altronde, come abbiamo ricordato in occasione dell’ultimo rinnovo del contratto nazionale, l’attuale sistema remunerativo delle farmacie non crea risorse a sufficienza per immaginare un evidente salto in avanti delle condizioni economiche dei professionisti impegnati nei presidi. Il nostro impegno prioritario per la nuova remunerazione è tale anche per risolvere questo problema».

Positivo il bilancio Assofarm

Esaminando i risultati delle farmacie associate ad Assofarm, Gizzi ha evidenziato diversi dati positivi. «Il fatto che la quasi totalità dei bilanci delle nostre associate registri forti attivi, e che questo accada stabilmente di anno in anno, è cosa che non deve passare inosservata – ha commentato il presidente –. A colpire è quel mix, forse unico in Italia, di competenza manageriale e cultura sociale insieme, che fanno sì che il valore economico prodotto si trasformi subito in investimento sociale a favore delle comunità locali. In un’epoca caratterizzata dall’ipercompetizione di mercato e dalla costante tentazione di svalutare le persone, dall’ideologia dei numeri economici che rende incapaci di scorgere il potenziale sociale che questi stessi numeri potrebbero realizzare, il nostro modo di stare nella società italiana ci pare orgogliosamente degno di considerazione».

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