Antimicrobico resistenza omsIl deputato di Forza Italia e presidente della Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, ha depositato una mozione (n. 1-00022 del 18 luglio 2018) alla Camera in materia di antimicrobico-resistenza. Nel testo si ricorda che «nel mese di gennaio 2018 è stato pubblicato il primo rapporto del “Global Antimicrobical Surveillance system (GLASS)” dell’Oms, che si propone di contribuire alla lotta al fenomeno sostenendo la sorveglianza a livello globale con un approccio standardizzato alla raccolta e all’analisi dei dati». Ebbene, «da una prima analisi, relativa ai dati provenienti da 22 Paesi, risulta confermata la presenza di alti livelli di resistenza verso infezioni batteriche, sia in Stati ad alto che a basso reddito. Secondo tale rapporto, infatti, sono computabili in almeno mezzo milione i casi di persone colpite da infezioni resistenti agli antibiotici». In particolare, i batteri più resistenti sono Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae. Mandelli ricorda poi le iniziative internazionali legate al tema, nonché la consultazione pubblica avviata dall’Ema. «Il problema dell’antibiotico-resistenza – ha aggiunto – riguarda anche l’Italia, che presto dovrebbe aderire al sistema Glass al fine di monitorare la situazione e far fronte all’emergenza crescente. Il nostro Paese è, infatti, ai primi posti in Europa per consumo di antibiotici negli animali e al secondo posto per consumo umano, oltre a essere tra gli Stati con la prevalenza maggiore di ceppi resistenti, che si è attestata tra il 25% e il 50% nel 2015, secondo i recenti dati dell’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control)». Senza dimenticare che «secondo quanto denunciato dall’associazione Dossetti, inoltre, ogni anno circa 7000 persone muoiono per infezioni batteriche contratte negli ospedali italiani».
Eppure nel nostro Paese «non ci sono ancora sistemi di rilevazione attiva dei dati con personale dedicato». È stato però attivato un Piano nazionale di contrasto: «Per raggiungere livelli sempre più elevati di appropriatezza clinica ed organizzativa, è peraltro fondamentale il ruolo dei professionisti (medici, farmacisti, veterinari, altri operatori sanitari e società scientifiche) che operano sul campo. Il piano stabilisce, inoltre, che, con riferimento alle azioni previste per assicurare la sorveglianza dei consumi degli antibiotici nel settore umano, si instauri entro il 2018 un canale di dialogo con le farmacie per la prevenzione dell’uso scorretto degli antibiotici, volto a favorire la corretta informazione della popolazione sull’uso responsabile di antibiotici e su controindicazioni e interazioni tra i farmaci». Ma il documento – che prevede anche il rafforzamento della formazione, l’aggiornamento professionale e la predisposizione di un rapporto annuale – secondo Mandelli «rischia di restare un mero piano di intenti finché non sarà previsto lo stanziamento delle risorse necessarie alla realizzazione dei suddetti interventi».
Per questo il deputato ha chiesto al governo di destinare «maggiori risorse finanziarie alle strutture pubbliche di ricerca e ai concorsi pubblici, finalizzati allo studio di nuove molecole». Nel campo della sicurezza alimentare, poi, occorre «proteggere il consumatore dai rischi derivanti dall’utilizzo degli antibiotici nella filiera alimentare, attuando le migliori misure di controllo». La mozione chiede poi di «adottare iniziative per migliorare le condizioni igieniche in tutti gli ambiti, promuovere le buone pratiche per il controllo delle infezioni ospedaliere e sottolineare presso il pubblico l’importanza delle misure di igiene personale», nonché di «promuovere la ricerca nel settore dei test rapidi che permettano di individuare la natura e l’origine delle infezioni, così da impiegare gli antibiotici solo quando effettivamente necessari e nel modo più mirato possibile».

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