anatocismo bancario farmacieAlla fine giustizia è stata fatta: l’articolo del Dl Competitività che prevedeva la reintroduzione dell’anatocismo bancario su base annuale, vale a dire la possibilità per gli istituti di applicare il pagamento di interessi sugli interessi a chi contrae un prestito o un mutuo, è stata eliminata. La questione, come già raccontato da FarmaciaVirtuale.it, aveva acceso una forte polemica politica anche all’interno della stessa maggioranza, e in particolare nel Partito democratico, circa l’opportunità che tale norma, caldeggiata dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, e anche dalla Banca d’Italia, potesse diventare effettiva, con la conseguenza di vessare ulteriormente famiglie e imprese, farmacie ovviamente incluse, già fortemente provate dalla lunga crisi e da una situazione debitoria. Ancor più che l’anatocismo è stato in diverse occasioni negli anni dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale, anche su spinta delle associazioni dei consumatori e in particolare dell’Adusbef, Associazione difesa utenti servizi bancari finanziari postali e assicurativi. L’articolo del decreto Competitività, in esame nelle commissioni Ambiente e Industria del Senato, grazie a una serie di emendamenti bipartisan che ne chiedevano l’eliminazione, è stato soppresso. E subito, neanche a dirlo, si è scatenata la corsa ad aggiudicarsi la paternità dell’iniziativa, nonché si è riacceso lo scambio di accuse reciproche sul tentativo di reintroduzione. «La capitalizzazione degli interessi sugli interessi gridava vendetta – ha affermato il senatore del Partito democratico Salvatore Tomaselli, capogruppo in commissione Industria – e per questo il Pd, contestualmente all’arrivo del testo in commissione a Palazzo Madama, ha chiesto con emendamenti presentati subito la soppressione dell’anatocismo, senza se e senza ma. Con tutta la forza parlamentare che i numeri ci assegnano, abbiamo dunque provveduto a far vincere il buonsenso eliminando una norma che, senza il nostro essenziale contributo, sarebbe rimasta tale, con buona pace di chi, all’opposizione, si vanta ora il merito di averla fatta approvare». «Sventato l’ultimo blitz pro-banche di Renzi», ha dichiarato invece il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni, «abbiamo bloccato il tentativo renziano di concedere l’ennesimo favore agli amici banchieri». Botta e risposta su Twitter anche tra Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (Fdi), e Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera in quota Partito democratico: secondo la prima «l’anatocismo scompare grazie alla denuncia di Fdi», stando invece al secondo «dopo decenni di resistenze del centrodestra l’anatocismo è stato sempre cancellato dal Pd è così anche stavolta», facendo riferimento a un emendamento già approvato nella legge di stabilità lo scorso anno che di fatto eliminava la capitalizzazione degli interessi. Al di là delle polemiche politiche, soddisfazione arriva dall’Adusbef, che per bocca del proprio presidente Elio Lannutti ha subito sottolineato che è stata «sconfitta l’arroganza di Bankitalia, Abi e Bce, che avevano cercato di difendere una norma odiosa, l’aggravante dell’usura bancaria utilizzata per oltre mezzo secolo dai banchieri». Viste le esperienze passate e i tentativi di governi di tutti i colori politici sarà bene però non abbassare la guardia, onde evitare che una norma analoga possa rispuntare all’interno di qualche altro provvedimento e, più o meno consapevolmente, passare inosservata e venire approvata.

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