Johnson & Johnson ha ricevuto il parere positivo del Chmp per Rybrevant® (amivantamab) – sottoposto a monitoraggio addizionale – in combinazione con la chemioterapia per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato con mutazioni attivanti da inserzione nell’esone 20 dell’Egfr. A farlo sapere è stata Janssen-Cilag International Nv, società di Johnson & Johnson, la quale ha reso noto che «il parere positivo del Chmp stabilisce che amivantamab rappresenta una nuova opzione, nonché il primo anticorpo bispecifico Egfr-Met completamente umano, nel trattamento di prima linea del Nsclc con mutazione da inserzione nell’esone 20 dell’Egfr». Come spiegato dall’impresa farmaceutica globale «la raccomandazione è supportata dai dati dello studio di Fase 3 Papillon, in cui amivantamab più chemioterapia ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione nei pazienti adulti rispetto alla sola chemioterapia».

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Significativo miglioramento della sopravvivenza libera da progressione

Nicolas Girard, responsabile del reparto di oncologia medica dell’Institut Curie e docente di oncologia toracica e medicina respiratoria all’Università di Parigi Saclay in Francia, ha spiegato che «i risultati dello studio Papillon rappresentano un importante passo avanti nel panorama terapeutico del Nsclc con inserzione nell’esone 20 dell’Egfr, dimostrando un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da progressione con l’impiego in prima linea di amivantamab più la chemioterapia, rispetto alla sola chemioterapia. In particolare, abbiamo osservato un miglioramento dello stato funzionale e una riduzione dei sintomi legati al carcinoma polmonare, sottolineando il potenziale di questo regime di ridefinire gli standard di cura per questi pazienti, offrendo la speranza di migliorare la qualità della vita e i risultati del trattamento rilevanti per il paziente».

Principale causa di mortalità per cancro in Europa

Secondo Henar Hevia, senior director, therapeutic area lead emea, oncology, Johnson & Johnson Innovative Medicine, «il carcinoma polmonare rimane la principale causa di mortalità per cancro in Europa. Poiché i pazienti affetti da Nsclc mutato nell’esone 20 dell’Egfr hanno una prognosi particolarmente infausta, la necessità di combinazioni innovative in prima linea è fondamentale. In Johnson & Johnson ci dedichiamo allo sviluppo e alla creazione di terapie innovative e mirate per affrontare percorsi patologici specifici, con l’obiettivo finale di garantire che ogni paziente riceva il trattamento giusto al momento giusto».

«Culmine di anni di lavoro»

Kiran Patel, M.D., vice president, clinical development, solid tumours, Johnson & Johnson Research & Development, Llc, ha evidenziato che «il parere positivo ottenuto oggi rappresenta il culmine di anni di lavoro e l’impegno del nostro team nei confronti della comunità del carcinoma polmonare. Continueremo a concentrarci sulla ridefinizione dei paradigmi terapeutici, a partire dalla prima linea di terapia, con l’obiettivo di migliorare i tassi di sopravvivenza e i risultati complessivi per i pazienti. I nostri ampi sforzi di ricerca e sviluppo ci consentono di sperimentare nuovi approcci e agire sui percorsi chiave implicati nella progressione del carcinoma polmonare, con l’obiettivo finale di trasformare i risultati clinici per i pazienti affetti da Nsclc con mutazione di Egfr».

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