aifaL’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il Monitoraggio della Spesa Farmaceutica Nazionale e Regionale per il periodo che va da gennaio ad aprile del 2018. Secondo le informazioni contenute nel documento, «la spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del SSN, calcolata al netto degli sconti, della compartecipazione totale (ticket regionali e compartecipazione al prezzo di riferimento) e del pay-back 1,83% versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche, si è attestata a 2.642,1 milioni di euro». Il dato evidenzia un decremento, rispetto all’anno precedente, pari a 142,8 milioni (-5,1%). Al contempo, «i consumi, espressi in numero di ricette (195,7 milioni), mostrano un lieve decremento, pari allo 0,8%, rispetto al 2017, mentre l’incidenza del ticket aumenta del 5,7% (+29,3 milioni di euro). Parallelamente si osserva un incremento del 2,2% (+152,4 milioni) delle dosi giornaliere dispensate».

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L’Aifa precisa poi che «la verifica del tetto della spesa convenzionata, come disposto dalla legge di stabilità 2017, evidenzia uno scostamento della spesa farmaceutica convenzionata al netto dei payback vigenti rispetto al tetto del 7,96% (2.989,82 milioni di euro), pari a 2.773,8 milioni di euro e cioè pari al 7,38% del FSN, con un avanzo di 216,02 milioni di euro». Inoltre, «per la spesa non convenzionata si osserva una incremento del 3,03%, in controtendenza rispetto al 2017 quando si era evidenziato un decremento». A livello nazionale, poi, «la spesa complessiva del periodo gennaio-aprile 2018 si è attestata a 6.271,3 milioni di euro, evidenziando uno scostamento assoluto rispetto alle risorse complessive del 14,85% (5.577,7 milioni) pari a +693,5 milioni, corrispondente ad un’incidenza percentuale sul FSN del 16,7%».

Un valore in calo rispetto al 17,28% registrato nei primi tre mesi dell’anno. In tutte le regioni si è verificato un decremento della spesa farmaceutica convenzionata netta, anche se con valori sensibilmente diversi: ai due estremi, il -0,72% della Valle d’Aosta e il -14,72% delle Marche. L’unica altra regione ad aver segnalato un calo oltre i 10 punti percentuali è la Puglia (-10,36%). Nella maggior parte dei casi le diminuzioni sono comprese tra i 3 e i 6,7 punti.

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