«Ancora una volta, una norma, la legge di Bilancio n. 160 del 2019 recante nuove regole per consentire ai cittadini di fruire delle detrazioni di imposta entra in vigore dal 1 gennaio 2020 e nelle nostre associazioni provinciali perviene la circolare esplicativa il giorno 13 gennaio 2020. Eppure la norma reca disposizioni per “aggiornare” gli scontrini fiscali delle farmacie italiane (tutte) con il metodo di pagamento effettuato e che, obbligatoriamente, deve essere riportato nel suddetto… e sempre dal 1 di gennaio». A denunciarlo è la sigla Farmacia Indipendente, che in una lettera inviata ai vertici di Federfarma evidenzia duramente: «Ma una analoga situazione non si era verificata anche con i registratori telematici? Sbagliare è umano, ma perseverare, per una struttura che dovrebbe tutelare gli iscritti, non è diabolico, è peggio».

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«Eppure – prosegue Farmacia Indipendente – con la notevolissima frequenza di presenza in territorio capitolino di molti dei nostri dirigenti, seppure a fronte di importanti costi per la professionale categoria, speravamo di essere tenuti in considerazione maggiore e supportati nelle quotidiane fatiche. Ma la cosa che risulta assolutamente incomprensibile è la comunicazione inviata il 10 di gennaio (dunque 3 giorni prima dell’altra) all’ufficio veterinario del ministero della Salute e al ministero dell’Economia e delle Finanze, nella quale si comunica di aver appreso, ma con vivo stupore, che ai fini delle previste detraibilità, per l’acquisto di farmaci per uso veterinario, che oramai vengono dispensati da tutti al di fuori della farmacia, ci si debba avvalere di modalità di una pagamento tracciabile».

Secondo la sigla, si sarebbe dovuto «esprimere un plauso per una norma che rende efficiente la componente finanziaria della detraibilità e che forse contribuirebbe ad un ritorno in farmacia per la dispensazione dei suddetti prodotti da sempre tracciati, nel pieno rispetto delle norme vigenti». Invece, prosegua la denuncia di Farmacia Indipendente, «si palesa una propria interpretazione tale da ritenere legittima la deroga nell’acquisto tracciato, anche quando i prodotti suddetti “vengano consegnati dal veterinario nell’ambito della propria attività e qualora l’intervento professionale lo richieda”». La sigla ha per questo espresso «amarezza» e chiesto di «reagire».

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