Aderenza terapeutica, il ruolo dei farmacisti in uno studio iraniano
Uno studio dell’università di Teheran, in Iran, ha dimostrato l’importanza della presenza dei farmacisti per garantire l’aderenza terapeutica.
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Uno studio pubblicato dal Journal of Research in Pharmacy Practice – intitolato “Role of pharmacist counseling in pharmacotherapy quality improvement” e realizzato da cinque ricercatori dell’università di Teheran, in Iran – ha analizzato il ruolo dei farmacisti in termini di consulenza offerta nell’ambito della terapia farmacologica.
L’analisi parte dal presupposto che spesso le terapie a base di medicinali non vengono effettuate con la dovuta continuità, anche a causa del fatto che i pazienti non sono sufficientemente informati in merito all’uso degli stessi farmaci, agli eventuali effetti collaterali che possono insorgere, così come all’utilizzo di dispositivi respiratori: «Per questo – spiegano i ricercatori – abbiamo avviato uno studio con l’obiettivo di comprendere l’effetto della consulenza dei farmacisti. In totale, abbiamo scelto un campione di 154 pazienti di età compresa tra 18 e 65 anni, che hanno partecipato all’analisi tra il mese di agosto del 2013 e quello di marzo del 2014. Un gruppo di intervento ha ricevuto consigli e informazioni da parte dei farmacisti. Quindi abbiamo verificato tramite schede di follow-up l’aderenza terapeutica di questi, rispetto a coloro che invece facevano parte del gruppo di controllo: essa è risultata in sensibile aumento tra coloro che hanno potuto godere dell’apporto fornito dai farmacisti».
In particolare, l’aderenza alla terapia è risultata maggiore del 42,9% rispetto al gruppo di controllo, e anche la soddisfazione complessiva dichiarata dai pazienti è stata più alta: del 33,5%. In conclusione, «possiamo affermare che la presenza della figura del farmacista è particolarmente utile. Basti pensare che tra coloro che facevano parte del gruppo di intervento nessuno è stato ricoverato di nuovo, mentre tra i membri dell’altro gruppo sono stati rilevati otto casi di nuova ospedalizzazione».