aifaL’Agenzia Italiana del Farmaco ha diffuso nuove informazioni in merito ai pazienti trattati con Saccharomyces boulardii (Codex). «Si sono verificati – si legge in una nota – rari casi di fungemia (e emocolture positive per i ceppi di Saccharomyces) per la maggior parte in pazienti con catetere venoso centrale, pazienti in condizioni critiche o immunocompromessi, risultanti nella maggior parte dei casi in piressia. Nella maggioranza dei casi l’esito è stato soddisfacente dopo l’interruzione del trattamento con Saccharomyces boulardii, la somministrazione di un trattamento antimicotico e la rimozione del catetere, laddove necessario. Tuttavia l’esito è stato fatale in alcuni pazienti in condizioni critiche». «Come per tutti i farmaci a base di microrganismi vivi – prosegue l’Aifa – è necessario prestare particolare attenzione durante la manipolazione del prodotto, principalmente in presenza di pazienti con catetere venoso centrale, ma anche in presenza di pazienti con catetere venoso periferico, anche se non trattati con Saccharomyces boulardii, al fine di evitare la contaminazione da contatto e/o la diffusione di microrganismi per via aerea». È per questa ragione che è stato ribadito che «a causa del rischio di contaminazione per via aerea, le bustine o le capsule non devono essere aperte negli ambienti in cui si trovano i pazienti. Durante la manipolazione dei probiotici da somministrare ai pazienti, il personale sanitario deve indossare guanti monouso, smaltirli immediatamente dopo l’uso e lavarsi accuratamente le mani». L’agenzia ha inoltre ricordato che il Saccharomyces boulardii «è indicato nel trattamento sintomatico adiuvante della diarrea, in aggiunta alla reidratazione e/o a misure dietetiche e (in alcuni Paesi) anche per la profilassi e il trattamento della diarrea associata agli antibiotici e alla recidiva della malattia da Clostridium difficile (CDD) in aggiunta a vancomicina e metronidazolo». Infine è stata ribadita l’utilità di segnalare qualsiasi evento avverso sospetto alla stessa Aifa, attraverso il sito web http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

© Riproduzione riservata