enpafSi terrà il prossimo 23 aprile, a partire dalle ore 10, un’audizione “collegiale” dei rappresentanti dei farmacisti da parte dell’Enpaf. L’incontro si terrà presso la sede dell’ente previdenziale e rappresenterà l’ultima parte dei colloqui tenuti fino ad ora con l’obiettivo di raccogliere le richieste della categoria in vista della riforma dello stesso ente previdenziale. A darne notizia è Rifday, notiziario dell’Ordine dei farmacisti di Roma, che spiega: «Dopo aver sentito singolarmente le rappresentanze di ogni associazione (ad eccezione di Fenagifar: la federazione dei giovani farmacisti, nonostante i reiterati inviti, non ha infatti trovato il tempo e il modo di rispondere all’invito dell’Enpaf) per consentire a ciascuna di esprimere in piena libertà e serenità le proprie posizioni e proposte in materia di correttivi da apportare alla gestione previdenziale professionale, il Consiglio di amministrazione dell’ente, accogliendo un’esplicita richiesta di Federfarma, ha deciso si convocarle tutte insieme per un incontro aperto che consentirà, negli auspici, un confronto tra le diverse posizioni già rappresentate e messe nero su bianco da ciascuna sigla».
L’incontro si svolgerà presso la sede dell’Enpaf e vi parteciperanno tutte le associazioni che sono già state ascoltate, ovvero Federfarma, Assofarm, Farmacieunite, i sindacati confederali Filcams, Fisascat e Uiltucs, Conasfa, Sinasfa, Sinafo, Mnlf, Fnpi, Lpi e Fenagifar. RifDay cita quindi le parole del presidente dell’ente Emilio Croce, secondo il quale «il confronto del 23 è un passaggio importante, perché tutte le componenti di categoria, dopo tante parole non sempre chiare né coerenti, potranno scoprire pubblicamente le loro carte, esprimendo di fronte a tutte le rappresentanze professionali le loro proposte sui correttivi da apportare alla previdenza di categoria. Sarà così finalmente chiaro chi vuole cosa, e da qui partire per operare una sintesi che costituisca la base per un progetto di riforma condiviso, che poi dovrà affrontare un complicato cammino per essere realizzato».

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