probiotici prebioticiIl ministero della Salute ha pubblicato nuove linee guida su prodotti probiotici e prebiotici. Nella premessa viene ricordato che solo dal 2002, «con l’avvento della direttiva 2002/46/CE sugli integratori alimentari, che ha aperto il loro campo di applicazione anche alle “fonti concentrate” di sostanze ad “effetto fisiologico”, sono stati legalmente ammessi come integratori alimentari prodotti a base di soli “probiotici” senza componenti nutrizionali associate». «A livello nazionale – spiega il ministero – l’effetto “fisiologico” volto a favorire l’equilibrio della flora intestinale è sempre stato considerato utile per la salute e vincolato alla capacità di un probiotico di colonizzare a livello intestinale grazie all’apporto di un numero sufficiente di cellule vive con le quantità di assunzione indicate». Tuttavia, «l’EFSA, nella valutazione dei claims da autorizzare ai sensi del Regolamento (CE) 1924/2006, sostiene che “incrementare il numero di un qualsiasi gruppo di batteri” come “aumentare i livelli di microflora benefica” non siano in sé effetti benefici sulla salute”, e inoltre, che affermazioni come “sostenere una microflora intestinale equilibrata” o “influire beneficamente sulla microflora intestinale” potrebbero essere ritenute benefiche per la salute “in caso di una concomitante diminuzione dei microrganismi potenzialmente patogeni”». Ne deriva che «la sola documentazione della colonizzazione a livello intestinale di un probiotico, come prova di un intervento utile per l’equilibrio della flora intestinale, non basta a sostenere un effetto benefico sulla salute». Il ministero ha ribadito «la validità e la proporzionalità dell’approccio italiano ai probiotici per il riconoscimento della loro “efficacia” in senso fisiologico», ma ha affermato che «si prende comunque atto che l’indicazione di un probiotico per il riequilibrio della flora intestinale non risulta essere un claim sulla salute autorizzabile ai sensi dell’articolo 13.5 del Regolamento (CE) 1924/2006. Analoga considerazione vale per i “prebiotici”, considerando la loro composizione e il complesso delle evidenze scientifiche a supporto di una loro indicazione per un effetto fisiologico sull’equilibrio della flora batterica. Ciò premesso, resta fermo che prodotti conformi alle presenti linee guida per il loro contenuto di probiotici o prebiotici, risultando plausibilmente in grado di favorire l’equilibrio della flora batterica, possono indicare in etichetta tale effetto fisiologico ed impiegare termini che lo sottendono come “probiotico” e “prebiotico”».

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